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La lunga strada dell’innovazione: la sicurezza fattore fondamentale per la crescita e lo sviluppo Un imprenditore nuovo? Ci vogliono mentalità poliedrica, flessibilità delle idee, velocità e creatività

di Antonio Chiodo

Presidente Sezione Terziario di Confindustria L’Aquila

 

 

La “cultura” dell’imprenditore deve essere – e non potrebbe essere altrimenti – al centro della sua attività. Costruire una cultura imprenditoriale significa disegnare un approccio certo e riconoscibile alla materialità delle problematiche con cui ci si scontra, e dunque è sulla cultura che bisogna lavorare per avvicinarsi a una nuova logica imprenditoriale.

La realtà cambia, i parametri si modificano, e spetta proprio a una figura tipicamente dinamica e reattiva come quella dell’imprenditore seguire passo passo – o anticipare – i diversi mutamenti che si susseguono; gli “occhi nuovi” sono quelli di cui si ha più bisogno, gli occhi di chi opera nel XXI secolo ed è con i termini di paragone che esso propone che si raffronta. Nel recente seminario organizzato dalla Cassa di Risparmio della nostra provincia  e dalla Fonazione Mirror, il dr. Rinaldo Tordera, direttore generale della Carispaq, ha usato un’espressione molto efficace: dobbiamo leggere la nuova realtà economica con “occhiali nuovi”, cambiare, quindi, la nostra prospettiva di interpretazione.

L’adeguamento al nuovo, però, non è così pianeggiante e scontato come si potrebbe supporre, dal momento che ogni modifica della propria mentalità comporta processi lenti e, spesso, difficoltosi; non per questo, tuttavia, si può sfuggire a una logica nuova che porti  l’imprenditore a guardare al futuro: la strada da seguire è quella dell’innovazione.

Il primo tratto da rimarcare, nel senso di una necessità immediata di cambiamento, è quello dell’approccio al tema della sicurezza sul lavoro.

Le morti della ThyssenKrupp, e quelle a cui è dato meno risalto che si susseguono ogni giorno (1300 l’anno dicono le statistiche; 3,5 persone al giorno), parlano chiaro: il nemico del lavoratore è spesso un’inadeguata cultura manageriale, che non provvede ad integrare nella ragion d’essere dell’azienda il tema della sicurezza. Una sicurezza effettiva, però. Qualità degli impianti, qualità del lavoro, rispetto delle regole e delle procedure: questo si deve esigere; l’iter che certifica la messa a norma di impianti e cantieri non va considerato come un cumulo di carte da compilare così da credere che bastino quelle da sole a fare la sicurezza; non è neppure la sola analisi dei rischi previsti dalla 626, o la frequenza di corsi di aggiornamento in materia.

Bisogna entrare nella logica della qualità, bisogna investire in questo concetto con convinzione perché dalla sua applicazione consapevole deriva la sicurezza di chi lavora. È più che mai necessario entrare in una coscienza di attenzione, che comporti un cambiamento di testa, di mentalità. L’avvicinarsi al problema della sicurezza deve avere una veste differente, deve comportare un metodo che sia prima di tutto sostanziale, e non soltanto formale. È necessario, dunque, che l’imprenditore sia in grado di valutare se stesso e la propria azienda, di coglierne le lacune e di porvi rimedio, fino al raggiungimento di un grado elevato di sicurezza. Ma la consapevolezza della propria condizione si raggiunge solo grazie a una vera formazione, in cui a cambiare è la mentalità stessa dell’azienda: non la macchina al centro, ma l’uomo. Il capitale umano è la vera risorsa da cui attingere, quindi è prima di tutto della sua tutela che bisogna occuparsi, una tutela che va costruita insieme al lavoratore, in un processo di formazione che sia continuo. Non basta assimilare delle nozioni, occorre anche verificarle e aggiornarle di volta in volta, in modo tale da rendere il tema della sicurezza una parte integrante e costitutiva dell’azienda, una delle sue principali attività.

Le risorse destinate al tema della sicurezza non sono soldi spesi male, ma rappresentano dei veri e propri investimenti che garantiscono il miglioramento continuo delle performance aziendali; vanno invece scongiurate le iniziative “fai-da-te” in questo ambito.

Sono proprio questi alcuni dei principi guida dell’imprenditore nuovo che pensa e guarda al futuro.

 

 

 

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