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LA GESTIONE DEI RIFIUTI DI ORIGINE INDUSTRIALE – Lo stato dell’arte ad un anno dall’emanazione del “Decreto Ronchi”

Il Centro Servizi alle Aziende dell’Aquila in collaborazione con l’Unione Industriali ha tenuto un convegno (lo scorso 5 marzo presso la nostra sede) per illustrare la normativa della gestione dei rifiuti prevista dal Decreto Ronchi. Sono intervenuti Paolo Dell’Anno, professore di Diritto Ambientale presso l’Università dell’Aquila, Silvio Totani, membro del Comitato degli Esperti del Settore Ecologia e Tutela Ambientale della Regione Abruzzo, Francesco Fucetola, responsabile del Servizio Tutela Ambiente della Provincia dell’Aquila, Tiziana Galassi del C.S.A.   

Cercando di riportare in sintesi i contenuti del convegno che si è protratto a lungo toccando tematiche complesse e varie, riproduciamo alcune delle schede distribuite ai partecipanti nelle quali sono indicati gli articoli principali del decreto che individuano gli obblighi e i soggetti che devono adempiervi, nonché il concetto di rifiuto.

RIFIUTO (Art.6). Qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie riportate nell’allegato A e di cui il detentore: si disfi, oppure, abbia deciso di disfarsi, oppure, abbia l’obbligo di disfarsi

CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI (Art.7).Rifiuti Urbani:Rifiuti domestici, anche ingombranti, da abitazioni civili*Rifiuti non pericolosi assimilati ai rifiuti urbani per quantità e qualità*Rifiuti da spazzamento strade*Rifiuti giacenti su aree pubbliche*Rifiuti vegetali da aree verdi*Rifiuti cimiteriali. Rifiuti Speciali: Rifiuti derivanti da:*Attività agricole e agro-industriali*Attività di demolizione, costruzione, e i rifiuti pericolosi da attività di scavo*Lavorazioni industriali*Attività commerciali*Attività di servizio*Attività di recupero e smaltimento rifiuti*Attività sanitarie*Macchinari e apparecchiature deteriorate e obsolete*Veicoli a motore, rimorchi e simili. Sono pericolosi i rifiuti non domestici dell’allegato D. Esclusioni: sono esclusi dal campo di applicazione del decreto:*I rifiuti radioattivi*I rifiuti dalla prospezione, estrazione, trattamento o ammasso di risorse minerarie odallo sfruttamento delle cave.*Le carogne e i seguenti rifiuti agricoli: materie fecali ed altre sostanze naturali non pericolose utilizzate nell’attività agricola ed in particolare i materiali litoidi o vegetali, le terre da coltivazione dalla pulizia dei prodotti vegetali.*Le acque di scarico, esclusi i rifiuti allo stato liquido.*I materiali esplosivi in disuso.

DIVIETI. E’vietato miscelare categorie diverse di rifiuti pericolosi e rifiuti pericolosi con rifiuti non pericolosi. (Art.9). Sono vietati l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e nel suolo. (Art.14)

DEPOSITO TEMPORANEO (Art.6). I rifiuti pericolosi devono essere smaltiti: *con cadenza bimestrale, indipendentemente dal quantitativo in deposito, oppure: *quando il quantitativo dei rifiuti in deposito raggiunge i 10 mc.

Il termine di durata del deposito temporaneo è di un anno se il quantitativo di rifiuti in deposito non supera i 10 mc. I rifiuti non pericolosi devono essere smaltiti:

*con cadenza trimestrale, indipendentemente dal quantitativo in deposito, oppure: quando il quantitativo dei rifiuti in deposito raggiunge i 20 mc. Il termine di durata del deposito temporaneo è di un anno se il quantitativo di rifiuti in deposito non supera i 20 mc.

Deve essere effettuato per tipi omogenei, rispettando le norme di etichettatura ed imballaggio.

In particolare, per i rifiuti pericolosi sono previste specifiche tecniche in materia di: compatibilità chimico-fisica dei recipienti *contenitori fuori terra per rifiuti liquidi *deposito in cumuli *recipienti mobili

RESPONSABILITA’ DEL DETENTORE (Art.10). Esclusa in caso di: Conferimento al servizio pubblico di raccolta *Smaltimento con ditte autorizzate a condizione che il detentore abbia ricevuto il formulario controfirmato e datato in arrivo dal destinatario entro tre mesi dal conferimento *Comunicazione della mancata ricezione del formulario alla provincia.

TRASPORTO DEI RIFIUTI (Art. 15). Durante il trasporto i rifiuti sono accompagnati dal formulario. Il formulario deve essere numerato, vidimato, redatto in 4 esemplari, compilato, datato, firmato dal detentore e controfirmato dal trasportatore. Una copia rimane al detentore. Una seconda copia del formulario deve ritornare al detentore firmata dal destinatario. L’acquisto del formulario deve essere riportato sul registro IVA. Le disposizion entreranno nella loro piena vigenza a decorrere dell’entrata in vigore del decreto che introdurrà il modello uniforme.(Schema di atto di indirizzo del 11/12/97 art.5). Il formulario deve essere conservato per 5 anni.

REGISTRO DI CARICO-SCARICO (Art. 12). Ha l’obbligo della tenuta del registro: chi effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti *I commercianti e gli intermediari *Chi svolge operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti *Imprese ed enti che producono rifiuti pericolosi. Imprese ed enti che producono rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali e artigianali. Sono esonerati: Imprenditori agricoli con un volume di affari annuo non superiore a 15 milioni. *Piccoli imprenditori artigiani che non hanno più di tre dipendenti, limitatamente per i rifiuti non pericolosi *Imprese ed enti che conferiscono al servizio pubblico i raccolta.

Modalità’ Di Tenuta Del Registro Di Carico Scarico (Art.12)

Il registro deve essere numerato e vidimato dall’Ufficio del Registro e le annotazioni devono essere effettuate rispettando i seguenti tempi: *per i produttori: entro una settimana dalla produzione e dallo scarico del rifiuto *per i trasportatori: entro una settimana dalla produzione e dallo scarico del rifiuto *per i commercianti e gli intermediari: entro una settimana dall’effettuazione della transazione *per chi effettua recupero e smaltimento: entro 24 ore dalla presa in carico dei rifiuti. I registri sono tenuti presso ogni impianto. Se la produzione annua dei rifiuti non supera le 5 tonnellate per i non pericolosi e 1 tonnellata per i pericolosi, i registri possono essere tenuti dalle organizzazioni di categoria e le annotazioni possono essere mensili. I registri devono essere conservati per 5 anni.

SOGGETTI AUTORIZZATI ALLO SMALTIMENTO E/O RECUPERO DEI RIFIUTI: imprese autorizzate ex d.p.r. 915/82 (Art.57) (fino alla scadenza delle autorizzazioni e comunque non oltre 4 anni dall’entrata in vigore del D.Lgs. 22/97) *imprese autorizzate ex d.lgs. 22/97 *imprese autorizzate con procedure semplificate (rifiuti recuperabili)

SOGGETTI AUTORIZZATI EX D.LGS 22/97. Devono iscriversi all’Albo Nazionale delle imprese che gestiscono i rifiuti le imprese che svolgono: raccolta e trasporto dei rifiuti, attività di bonifica dei siti e dei beni contenenti amianto, attività di commercio e intermediazione, gestione di impianti di smaltimento e recupero di titolarità di terzi (Art.30). *raccolta e trasporto dei rifiuti individuati ai sensi dell’art. 33, ed effettivamente avviati al recupero, sono iscritte all’Albo Nazionale previa comunicazione di inizio attività (Art. 30).   *i nuovi impianti di smaltimento e recupero di rifiuti devono essere autorizzati dalla Regione (Art.27). *le operazioni di smaltimento e di recupero devono essere autorizzate dalla regione entro 90 giorni dalla presentazione dell’istanza (Art.28). A condizione che siano rispettate le norme tecniche, le attività di smaltimento dei rifiuti non pericolosi possono essere effettuate nel luogo di produzione, decorsi 90 giorni dalla comunicazione di inizio attività alla Provincia (autosmaltimento-art.32).

DENUNCIA ANNUALE DEI RIFIUTI (Art.11). Ha l’obbligo della denuncia: chi effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti *I commercianti e gli intermediari *Chi svolge operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti*Imprese ed enti che producono rifiuti pericolosi*Imprese ed enti che producono rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali e artigianali. Chi sono gli esonerati: Imprenditori agricoli con un volume di affari annuo non superiore a 15 milioni. *Piccoli imprenditori artigiani che non hanno più di tre dipendenti, limitatamente per i rifiuti non pericolosi *Imprese ed enti che conferiscono al servizio pubblico di raccolta.

IMBALLAGGI E RIFIUTI DA IMBALLAGGIO,DEFINIZIONI: imballaggio: il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere e proteggere determinate merci. *Imballaggio primario: imballaggio per la vendita, concepito per la singola unità destinata all’utente finale. *Imballaggio secondario: imballaggio multiplo che consente il raggruppamento di un certo numero di unità. *Imballaggio terziario: imballaggio per il trasporto, per facilitare la manipolazione e il trasporto. Esclusi container.*Produttori: i fornitori di materiali di imballaggio, i fabbricanti, i trasformatori e gli importatori di imballaggi vuoti e di materiali di imballaggio. *Utilizzatori: i commercianti, i distributori, gli addetti al riempimento, gli utenti di imballaggi e gli importatori di imballaggi pieni. *Consumatore: l’utente finale che acquista o importa per proprio uso imballaggi, articoli o merci imballateDivieti (Art. 43)E’ vietato lo smaltimento in discarica degli imballaggi e dei contenitori recuperati, ad eccezione degli scarti derivanti dalle operazioni di selezione, riciclo e recupero dei rifiuti da imballaggio.Dal Primo Gennaio ’98 è vietato immettere nel normale circuito di raccolta di rifiuti urbani imballaggi terziari di qualsiasi natura. Destinazione Dei Rifiuti Da Imballaggio. Riutilizzo: l’imballaggio è reimpiegato per un uso identico a quello per il quale è stato concepito.

*Riciclaggio: ritrattamento dei rifiuti di imballaggio in un processo di produzione, per la loro funzione originaria o per altri fini.*Recupero di energia: utilizzazione dei rifiuti da imballaggio come combustibile per produrre energia.*Riciclaggio organico: trattamento aerobico o anaerobico ad opera di microrganismi, con produzione di residui organici stabilizzanti o di metano.

OBBLIGHI DEI PRODUTTORI E DEGLI UTILIZZATORI DI IMBALLAGGI

Costituzione del Concorso Nazionale degli Imballaggi (CONAI) (Art.41) Su indicazione del CONAI, i produttori costituiscono un Consorzio per ciascuna tipologia di materiali di imballaggi (Art.40) Sono a carico dei produttori e degli utilizzatori i costi per il ritiro, il riciclaggio, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti di imballaggio secondarie terziari (Art.38)

COMUNICAZIONE ANNUALE.I produttori e gli utilizzatori di imballaggi comunicano annualmente il quantitativo di imballaggio immesso sul mercato, il quantitativo riutilizzato e recuperato, a partire dal 1998 e secondo le modalità previste dalla Legge n.70/94 (Art. 37).

Le comunicazioni possono essere presentate dai Consorzi e dalle Associazioni di Categoria, per i soggetti che hanno aderito agli stessi. Entro il 31 marzo di ogni anno, a partire dal 1998, i produttori che non aderiscono ai consorzi, sono tenuti a presentare all’Osservatorio sui rifiuti una relazione sulla gestione dei rifiuti di imballaggio.

 

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