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Italia: via a ricapitalizzazione banche, a quelle italiane mancano 15mld

 

Il tanto atteso responso sui fabbisogni di patrimonio delle maggiori banche europee è arrivato. L’Eba (l’Autorità di controllo bancaria europea) ha stabilito la necessità, entro giugno 2012, di ricapitalizzare per ben 106,5 miliardi di euro per i 30 gruppi europei più importanti.

Sui 70 gruppi considerati, invece, il deficit patrimoniale è di 160 miliardi, comunque largamente inferiore ad alcune stime (tra cui quelle del Fondo monetario). Agli aumenti dovranno pensare gli azionisti privati, in caso di incapienza toccherà ai singoli stati, e solo nella loro impossibilità si muoverà il fondo europeo Efsf.
Di questi denari mancanti, 14,77 miliardi riguardano le cinque italiane che già avevano affrontato gli stress test: Unicredit, Mps, Banco popolare, Ubi Banca. Gli investitori guardano alla portata complessiva degli accordi raggiunti a Bruxelles, che quadruplicheranno la dotazione del fondo salva stati europeo e porranno argini e garanzie ai deprezzamenti dei debiti sovrani (a partire da quelli della Grecia, per cui è stato stabilito un “taglio” del 50%, che lo renderà più leggero di un centinaio di miliardi). Gli operatori, sui listini, sembrano festeggiare quello che potrebbe rivelarsi un definitivo “scampato pericolo” per il sistema finanziario europeo; tuttavia quella che si profila sarà una cura dolorosa per gli istituti, tra svalutazioni di bond pubblici e future richieste di fondi agli azionisti, con probabili conseguenze sgradite sulla prossima distribuzione di dividendi.
Secondo le stime preliminari dell’Eba (solo a metà novembre, dopo i dati trimestrali degli istituti, ci saranno i dati definitivi), i “buchi patrimoniali” più grandi riguardano le banche greche (30 miliardi di euro), poi spagnole (26,1 miliardi), italiane (14,7 miliardi), francesi (8,8 miliardi), portoghesi (7,8 miliardi), tedesche (5,1 miliardi), belghe (4,1 miliardi, ma 4 sono appena andati per la sola Dexia), cipriote (3,5 miliardi).
Le banche dovranno sottoporre alle autorità di supervisione nazionale i piano di ricapitalizzazione entro il 25 dicembre proponendo un mix di azioni tra nuova raccolta di capitale, cessione di attività e altre misure. Gli analisti finanziari del settore sono al lavoro. Secondo una prima stima di Equita sim, i quasi 15 miliardi di aumenti che mancano alle banche italiane dovrebbero toccare a Unicredit (8,5 miliardi), Intesa Sanpaolo, Mps e Banco popolare (2 miliardi a testa), Ubi banca (600 milioni).  A Unicredit, invece, serviranno 7,38 miliardi, a Mps 3,091 e zero a Intesa Sanpaolo.

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