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Italia, una tassa al giorno. Irpef su borse di studio

C’è chi su quesi soldi, su quell borsa di studio garantita per quattro anni di specialità, conta per pagare il mutuo. E c’è pure chi con quei soldi manda avanti una famiglia con figli. Proprio per questo i due giorni di sciopero indetto dai giovani medici e il sit in che si terrà davanti a Montecitorio non hanno alcun significato politico. Settimana prossima gli
specializzandi in medicina protesteranno, infatti, contro un emendamento del testo di conversione del decreto fiscale che introduce l’Irpef sulle borse di studio percepite dai medici in formazione specialistica, dottorandi, e corsisti in medicina generale.

In questi tempi di crisi economica e di ricette tecniche, sembra spuntare una tassa al giorno. Per finanziare la Protezione civile, in caso di calamità il carburante aumenterà di 5 centesimi: il balzello scatterà solo dopo la richiesta di stato di emergenza. Quella sui carburanti è, infatti, solo una delle ultime “trovate” del governo Monti per far cassa e appianare i conti pubblici. Nei giorni scorsi si era addirittura ventilato un balzello sugli sms, i messaggi istantanei inviati coi telefoni cellulari. Come se l’Imu, i rincari sulle tasse locali e l’aumento dell’Iva non bastassero a gravare sui risparmi degli italiani. E adesso il governo prova a mettere mano anche sulle borse di studio degli specializzandi in medicina. Un nuovo balzello che, tabelle alla mano, arriverebbe a decurtare lo stipendio di circa un quarto del suo valore. Una stangata mica da ridere, insomma. A mobilitare i giovani medici spingendoli a indire due giorni di astensione dal lavoro sono stati il Segretariato italiano giovani medici (Sigm) e la Confederazione nazionale degli specializzandi (Federspecializzandi). Lunedì e martedì prossimi niente attività assistenziali e di ricerca.

L’emendamento, già approvato a Palazzo Madama, introdurrebbe l’obbligo di tassazione su borse di studio, assegni e sussidi per studio o addestramento professionale, da chiunque corrisposti, superiori a 11mila e 500 euro all’anno. Per uno specializzando in medicina si parla appunti di 300 euro mensili in meno qualora la tassazione venisse confermata. In Italia, ha spiegato in una intervista all’Ansa il presidente del Sigm Walter Mazzucco, sono circa 25mila i giovani medici che verranno colpiti da questa tassaa. Tantissimi ospedali universitari si reggono, infatti, sul contributo dei medici in formazione. Strutture che, nelle due giornate, rischiano seri disagi.
“Il governo – spiega Mazzucco – deve correggere questa disposizione in occasione del passaggio alla Camera affinché la norma non finisca per produrre effetti travolgenti sul futuro del nostro servizio sanitario”
. Il Pdl ha già espresso il proprio sostegno agli specializzando in medicina invitando l’esecutivo a fare marcia indietro sulla nuova tassa.
“Non è possibile – interviene la deputata Annagrazia Calabria – vivere in un Paese dove ormai non si fa che parlare di giovani e dove invece i giovani sono la categoria più colpita”.

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