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Italia: una newco nel futuro di WindJet

Creare una newco dove trasferire gli asset da vendere puntando sul concordato preventivo per la liquidazione dei debiti. Questa è la strada che ha deciso di percorrere Windjet per salvarsi dal fallimento: l’obiettivo è quello di vendere garantendo la continuità aziendale ed evitando l’amministrazione straordinaria su cui invece sembra puntare il Governo. A comprare potrebbe essere ancora Alitalia, anche se i margini sono strettissimi, ma Windjet parla di altri acquirenti «italiani e stranieri» che già si sarebbero fatti avanti.
È stato lo stesso ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, ieri sera alla fine del tavolo che ha provato a ricucire lo strappo con Alitalia a chiarire la posizione della compagnia low cost siciliana: «Windjet ha deciso di continuare per conto suo, per valutare altre manifestazioni di interesse che dice di aver ricevuto». In pista – secondo la compagnia che da sabato scorso ha interrotto i voli e ieri ha chiesto anche la sospensione della licenza – ci sarebbero «soggetti italiani e stranieri interessati». Parole, queste, che sembrano per ora chiudere definitivamente la porta a un closing con Alitalia che comunque – come ha ribadito sempre Passera – «mantiene un interesse strategico per Windjet ma non è interessata all’acquisizione alle condizioni attuali».
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L’arretramento della compagnia guidata da Colaninno era chiaro sin dalla vigilia dell’incontro quando l’ad, Andrea Ragnetti, entrando al ministero dello Sviluppo economico aveva ribadito che non c’era nessuna possibilità di riprendere un dialogo. «Saremmo disponibili, sulla base all’accordo iniziale di giugno, ad andare avanti, ma il problema – ha spiegato Ragnetti – è che questa è un’azienda che non esiste neanche più, non ha nemmeno gli aerei». La chiusura di Alitalia è stata confermata anche dall’ad di Windjet, Stefano Rantuccio che punta il dito contro le «falsità» di Ragnetti: «Sono destituite di ogni fondamento – ha sottolineato ieri – le affermazioni secondo cui sia stata Wind Jet a non volere concludere le operazioni e a non voler onorare le condizioni contrattuali».
Il ministero, dal canto suo, non resterà alla finestra ad aspettare, ma nelle prossime settimane vigilerà sul buon esito del percorso che ha deciso di tentare Windjet: «Seguiremo la vicenda passo dopo passo – ha aggiunto Passera – perché la situazione dovrà risolversi in un numero limitato di settimane». Il concordato preventivo – secondo le nuove regole introdotte dal decreto sviluppo – entreranno in vigore non prima dell’11 settembre. In questo lasso di tempo Windjet dovrà provare a convincere i creditori ad aspettare. In totale i debiti della compagnia dell’imprenditore catanese Antonio Pulvirenti a fine 2010, quando risalgono gli ultimi dati di bilancio ufficiali, si attestavano a 134,8 milioni (da 106,9 milioni nel 2009) di cui 28,2 milioni con le banche e 68,3 milioni con i fornitori. Secondo stime più aggiornate oggi il debito potrebbe aggirarsi sui 180 milioni. La Sac, la società di gestione dello scalo etneo di Fontanarossa, a esempio vanta crediti per 7 milioni di euro, mentre l’azienda che gestisce l’aeroporto di Rimini rivendica 2 milioni.
Partita con 33 dipendenti, la società siciliana già l’anno successivo alla costituzione (era il 2003) aveva 221 lavoratori, 330 nel 2005, 409 nel 2006, fino agli attuali 503 (800 se si conta anche l’indotto). Dipendenti che da giugno scorso sono in cassa integrazione a zero ore. I sindacati, presenti ieri al tavolo, hanno chiesto garanzie sull’occupazione e la convocazione entro settembre di un tavolo permanente sullo stato di crisi del trasporto areo italiano. «La situazione in Italia è disastrosa – avverte Francesco Persi della Fit-Cisl – e ora sarebbe davvero un male che perdessimo le rotte sulle sicilia magari a vantaggio di qualche low cost straniera».
Negli aeroporti continua intanto il lavoro di riprotezione portato avanti dall’Enac e dalle altre compagnie. L’ente ha già individuato un elenco di voli sostitutivi fino al 18 agosto, mentre il presidente Vito Riggio ha rivolto un appello alle agenzie e agli scali perché non vengano applicati “balzelli” ai passeggeri in possesso di biglietti Windjet.
Da Il Sole24ore

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