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Italia: tre strade per salvare i risparmi

Il destino dell’euro (e dell’Europa) resta incerto. Chi ha qualche denaro da investire potrebbe non avere idea di dove sbattere la testa. Su che cosa puntare in un panorama così incerto e volatile? A dare una risposta ci ha provato il Corriere Economia insieme al portale www.adviseonly.com. Cinque mesi fa l’inserto settimanale del quotidiano di via Solferino aveva proposto tre differenti portafogli diversificati in base alla percezione dell’ipotetico investitore: quello per “ottimisti” (che prevede una risoluzione della crisi dell’euro in tempi previ), quello per gli incerti e quello per i catastrofisti, che prevedono una dissoluzione della moneta unica e un crac di livello mondiale e con imprevedibili ripercussioni. A distanza di cinque mesi il portafoglio titoli che ha offerto la rendita migliore è stato quello per “ottimisti”, che ha reso l’8% nonostante l’arretramento rispetto al mese di marzo, quando la sitauzione del Vecchio Continente sembrava meno preoccupante di quanto sia oggi. Vediamo, nel dettaglio, i tre portafogli.
Euro ottimisti – Per chi vede uno scenario in cui ci sarà una soluzione relativamente rapida della crisi, la rendita del portafoglio negli ultimi 5 mesi è stata dell’8,21 per cento. La ricetta proposta dal Corriere Economia privilegia l’Italia: Btp e Cct rappresentano il 60% del totale. Nel dettaglio, le opzioni sono tre, tutte al 20%: Btp breve (al 2013), un inflation linked tradizionale (scadenza 2016) e un Cct (scadenza 2014) ancorato ai Bot semestrali. A queste cedole è stata aggiunta una diversificazione sul Belgio (Paese a metà strada tra i forti e i deboli). L’ultima fetta del 20% è costituita da azioni, con un 10% in Etf che replica l’Eurostoxx 50 (il paniere principale dei titoli a livello europeo) e un ultimo 10% in un Etf che replica l’incerto e volatile settore finanziario del Vecchio Continente: una scommessa, piccola in termini percentuali ma che potrebbe rendere tantissimo, perché se il salvataggio dell’euro dovesse andare in porto saranno proprio le banche a balzare in testa alla ripresa dei listini.
Euro incerti – Questo portafoglio è per chi crede che il tempo degli annunci seguiti da nessuna iniziativa concreta a livello continentale sarà ancora lungo. Si tratta, spiega il Corriere Economia, del “mix più equilibrato, quello che non si sbilancia né con gli ottimisti né con i pessimisti”. E negli ultimi cinque mesi ha reso il 5,5 per cento. Nel dettaglio è composto da due Btp che pesano per il 20%, mentre un’altra fetta del 20% viene investita in Borsa (il 10% sui listini mondiali e l’altro 10% nelle multinazionali). Quindi una dose massiccia di titoli di Stato, tutti con una fetta del 7,5% e tutti relativi a Paesi con tripla A: Finlandia, Austria, Germania, Olanda, Norvegia, Canada, Australia e Stati Uniti.
Euro catastrofisti – L’ultimo mix è per chi non crede nel futuro dell’euro e per chi pensa che l’Europa vada verso la catastrofe. La performance di questo portafoglio, negli ultimi cinque mesi, è stata pari a una rendita solo dello 0,5%: ma in questo caso la performance passa in secondo piano perché conta solo cercare di non affondare. Il portafoglio per catastrofisti è costituito quasi interamente dai titoli di Stato a tripla A, le cui rese sono minime: Norvegia, Svezia, Canada, Australia, Stati Uniti e Danimarca. L’ultimo 10% del portafoglio si diversificherebbe tra oro fisco, il bene rifugio per eccellenza, e le obbligazioni governative dei Paesi emergenti.

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