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Italia, Telecom: debito sotto 30 mld

 

Telecom Italia batte il mercato e chiude il terzo trimestre con utili per 807 milioni in crescita del 32,7%. Il consensus degli analisti era fermo a 685 milioni: e il titolo vola in Borsa.

Sull’utile complessivo dei nove mesi, invece, pesano 3,1 miliardi di svalutazioni per l’avviamento, messe a bilancio già a giugno. 
Cala l’indebitamento che a fine settembre scende sotto i 30 miliardi a 29,9 miliardi in diminuzione di 1,5 miliardi rispetto al 31 dicembre 2010. Un anno fa era a 33 miliardi. La diminuzione è legata al miglioramento dei flussi di cassa che, insieme all’incasso di 398 milioni per la cessione della partecipazione in EtecSa (Cuba), ha coperto l’esborso relativo al pagamento dei dividendi (1.326 milioni) e delle imposte per circa 700 milioni. La società ha confermato i target per fine anno. In questo contesto, con il margine operativo lordo atteso a circa 11,5 miliardi e l’indebitamento a 29,5 miliardi il rapporto Mol/debito dovrebbe calare a 2,58 volte contro le 2,76 del 2010. 
Telecom Italia ha quindi confermato la politica di distribuzione dei dividendi dopo la partecipazione alla gara per le frequenze lte, che comporta per la società un esborso di 1,2 miliardi circa: “La nostra policy non cambia” ha spiegato il presidente esecutivo Franco Bernabè. Il manager ha poi spiegato: “Ritengo che il mercato della telefonia debba essere razionalizzato: ci sarà un consolidamento. La nostra posizione è migliore che in passato e noi possiamo essere i vincitori, ma al momento non c’è nessun dossier aperto su 3Italia”. E sul futuro de La7: “La televisione non è il nostro core business, ma questo non significa che vogliamo dismettere La7. Piuttosto vogliamo trovare una partnership che ci permetta di far crescere l’emittente ancora di piu, mantenendo l’indipendenza della rete, elemento che ha creato il suo successo”.
Il cda di Telecom Italia ha inoltre approvato il progetto di costituire una società con il gruppo F2i (che ne deterrebbe una partecipazione di maggioranza) per la realizzazione dei cablaggi in fibra ottica a Milano. La nuova società – spiega una nota del gruppo – si occuperà di posare fibra spenta all’interno degli edifici, rendendola quindi disponibile a condizioni trasparenti e non discriminatorie a tutti gli operatori per la realizzazione di collegamenti ultrabroadband. Il progetto prevede la cablatura progressiva di circa 36mila edifici, che corrispondono a oltre 80% delle unità immobiliari della città.

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