Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieItalia e EuropaItalia: Stato e Sicilia si commissariano…

Italia: Stato e Sicilia si commissariano…

Lo Stato italiano vuole commissariare la Sicilia che vanta un miliardo di crediti dallo Stato. Il creditore minacciato di fallimento dal debitore. Uno spasso. La Regione Sicilia dovrebbe rivedere completamente la sua spesa pubblica, nel frattempo lo Stato dovrebbe saldare i suoi debiti con le amministrazioni locali e con le imprese. Come nella migliore tradizione italiana nessuno farà nulla.
Intanto la borsa, che siamo tutti costretti a guardare come se fosse l’unico strumento della nostra vita, ieri (21 luglio) perdeva oltre il 5% e il differenziale del cambio con i titoli tedeschi era di oltre 500 punti. Il che significa che il Trattato che è stato ratificato dal Parlamento italiano come una grande conquista, cioè quello del patto fiscale fra gli Stati europei e il meccanismo di stabilità (fiscal compact*) sono stati visti dai mercati, come di fatto sono, un segnale di debolezza e non di forza. I mercati hanno visto come debolezza i due trattati perché sono stati rattificati senza che i cittadini siano stati informati, tanto è vero che non lo fanno sapere agli italiani, perché sicuramente direbbero di no, di dover dipendere, di dover essere succubi alla Germania. L’Unione Europea non può essere un unico Stato, è diventato soltanto un insieme di Stati deboli sottomessi alla Germania. I mercati valutano questo come un fatto che non portrà andare avanti per molto, perché si tratta di una situazione patologica, anomala.
Sappiamo che uno dei punti di maggior debolezza è quello delle regioni, centri di spesa enormi incontrollati e incontrollabili (chiunque si metta a capo di una Regione, la cui gestione di bilancio è delicatissima). Il rapporto tra il Governo e la Regione Sicilia, che proprio in questi giorni ha avuto una crisi, è evidentemente un rapporto non di collaborazione, ma di altra matrice: lo Stato si è accorto, soltanto dopo aver annunciato al mondo che la Sicilia stava per fallire, che aveva invece un miliardo di euro di debito nei confronti della Regione. Adesso la Regione a sua volta ha potuto dire che se falliva, falliva perché lo Stato non gli aveva versato il denaro che aveva promesso.
estratto da Ida Magli, (autrice di Dopo l’Occidente, “Aprirai un conto corrente. È questo l’undicesimo comandamento; non avrai altro Dio all’infuori di me… Andrai nella tua banca ogni mattina, che è la tua chiesa, e quei pochi soldini li verserai lì, così che il governo possa controllare se davvero li adoperi soltanto per mangiare.”), 22 luglio 2012.

Print Friendly, PDF & Email