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Italia, spending review: via libera definitivo della Camera

Dall’aumento dell’Irpef nelle Regioni in deficit nella sanità alle tasse per gli universitari fuoricorso o con reddito basso. Dalle nuove regole sulle prescrizioni di farmaci generici al tetto per gli stipendi dei manager delle società non quotate partecipate dallo Stato. Sono le principali novità del decreto spending review che – dopo il via libera del Senato – è stato approvato con la fiducia anche dalla Camera (sullo stesso testo di Palazzo Madama, con 371 voti a favore. I contrari sono stati 86, gli astenuti 22. I presenti erano 479, 457 dei quali votanti. La maggioranza era pertanto fissata a quota 229)  e ora è legge. Il provvedimento – che ha incorporato il decreto sulle dismissioni – nelle intenzioni del governo è solo il primo passo nella strategia di revisione della spesa pubblica e, già dopo la pausa estiva, dovrebbero arrivare nuovi incisivi interventi.
Queste le misure più rilevanti approvate nel percorso parlamentare.
IRPEF REGIONI IN ROSSO. Rischio nuove tasse nelle Regioni in deficit nella sanità (Sicilia, Calabria, Campania, Puglia, Abruzzo, Molise, Lazio e Piemonte). Possono anticipare al 2013, invece del 2014, la maggiorazione dell’addizionale regionale sull’Irpef, che potrà salire fino all’1,1%.
STUDENTI FUORICORSO. Aumenti in arrivo per le tasse degli universitari fuoricorso, che potranno anche raddoppiare per quelli con reddito alto. Le tasse potranno aumentare fino a +25% per i fuoricorso con reddito familiare sotto i 90mila euro, fino a +50% con reddito tra 90mila e 150mila euro, e fino a +100% con un reddito oltre i 150mila euro.
UNIVERSITARI A REDDITO BASSO. Un calmiere per le tasse universitarie pagate dagli studenti con basso reddito. Dal 2013 per chi ha un reddito familiare sotto i 40mila euro l’aumento delle tasse non potrà superare l’incremento dell’inflazione.
FARMACI DI MARCA. I medici avranno l’obbligo di indicare nella ricetta il principio attivo, ma anche la “facoltà” di indicare medicinali ‘griffati’. Questa indicazione facoltativa diventa vincolante per il farmacista se viene inserita, “corredata di una sintetica motivazione, la clausola di non sostituibilità”.
STIPENDI MANAGER. Previsto un tetto di 300mila euro per gli stipendi dei manager e dei dipendenti delle società non quotate partecipate dallo Stato, compresa la Rai.
FARMACIE. Resta l’aumento dello sconto sui medicinali dovuto dalle farmacie al Servizio sanitario nazionale, ma viene ridotto al 2,25% dal 3,65%. Confermato anche l’incremento della quota che le aziende farmaceutiche devono pagare alle Regioni, ma diminuisce dal 6,5% al 4,1%. Dal 2013 scatterà un nuovo sistema di remunerazione della filiera.
RICERCA. Eliminato il taglio dei fondi alla ricerca da 30 milioni di euro per il 2012. Salvataggio temporaneo per la Arcus e la fondazione Valore Italia, che sopravviveranno fino a gennaio del 2013.
RIORDINO PROVINCE. Gli enti dovranno essere ridotti ma con un “riordino” e non una “soppressione”. Restano i requisiti minimi di popolazione e territorio, che eliminano le amministrazioni più piccole, e per i Comuni che vogliono cambiare Provincia dovrà esserci contiguità territoriale. Entro 90 giorni ogni Regione dovrà trasmettere al governo una proposta di riordino.
FONDI A COMUNI E PROVINCE. Arrivano 800 milioni per i Comuni: 300 milioni presi da un fondo già destinato alle amministrazioni locali e 500 milioni da un fondo dell’Agenzia delle entrate che serve anche per i rimborsi fiscali alle imprese. Dallo stesso fondo dell’agenzia fiscale saranno attinti 100 milioni per ridurre il debito delle Province.
PREFETTURE E CITTA’ METROPOLITANE. Raddoppiano i risparmi che dovranno essere garantiti dalla riorganizzazione delle Prefetture, mentre per le città metropolitane saranno create delle Conferenze ad hoc incaricate di definirne lo statuto.
ENTI AUTONOMIE LOCALI. Salta l’obbligo per le autonomie locali di tagliare o accorpare enti e agenzie, ma resta l’obiettivo di ridurne la spesa almeno del 20%. Escluse dai tagli le istituzioni che gestiscono servizi socio-assistenziali, educativi e culturali.
SOCIETA’ IN-HOUSE. Cancellato l’automatismo per la vendita delle società in-house degli enti locali. Il meccanismo automatico per la privatizzazione o messa in liquidazione delle società sarà sostituito da una procedura che consente una verifica sul ruolo e le attività di queste aziende pubbliche.
Da Affaritaliani

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