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Italia. Sicurezza sul lavoro: per Guariniello il Jobs Act è “una occasione mancata”

“In materia di sicurezza del lavoro, i decreti attuativi del Jobs Act costituiscono un’occasione largamente mancata: modifiche marginali, promesse, persino formulazioni tecnicamente infelici. Sono ormai quasi otto anni che stiamo applicando il TUSL, e pressante è l’esigenza di ricalibrare alcune linee normative di fondo”. Raffaele Guariniello, in un’intervista rilasciata a IPSOA Quotidiano, parla dei i temi che affronterà nel corso del Forum TuttoLavoro 2016 in programma a Modena il 24 febbraio 2016.
Preg.mo dott. Guariniello, cosa pensa delle norme del Jobs Act e come ritiene influiranno sul futuro sviluppo giurisprudenziale in tema di sicurezza del lavoro?
Temo che, in materia di sicurezza del lavoro, i decreti attuativi del Jobs Act costituiscano un’occasione largamente mancata: modifiche marginali, promesse, persino formulazioni tecnicamente infelici. Sono ormai quasi otto anni che stiamo applicando il TUSL, e pressante è l’esigenza di ricalibrare alcune linee normative di fondo. A mero titolo di esempio: il MOG per le PMI, la disciplina degli appalti e dei cantieri, la sorveglianza sanitaria sui lavoratori, la tutela dei lavoratori distaccati. Sono temi di determinante rilievo a tutela delle imprese e dei lavoratori, e di peso fondamentale nella giurisprudenza. Ma di questi temi non trovo traccia nei decreti attuativi del Jobs Act.
A seguito della riforma del Jobs Act in tema di attività ispettiva, come potranno evolversi i servizi ispettivi nel quadro normativo?
Più che mai incalzante è l’esigenza di un’Agenzia unica per le ispezioni in materia di sicurezza del lavoro. Purtroppo è un’esigenza, anche questa, che, nell’addotta attesa di una revisione dell’art. 117 Cost., il decreto 149 attuativo del Jobs Act non soddisfa. Perché il nuovo Ispettorato Nazionale del Lavoro si limiterà a coordinare la vigilanza negli specifici settori di sicurezza del lavoro già attribuiti al personale del Ministero del Lavoro, e resteranno ferme le competenze delle ASL e degli altri molteplici organi ispettivi tuttora operanti (a cominciare dagli organi ispettivi delle Forze Armate).
Come valuta le misure di semplificazione e razionalizzazione introdotte dall’art. 20 del D.Lgs. n. 151/2015 in merito alla valutazione dei rischi, alle misure di protezione, alla documentazione prevenzionistica, in particolare l’abolizione del registro degli infortuni?
Le parole “semplificazione” e “razionalizzazione” mi sembrano sproporzionate rispetto all’effettivo impatto delle norme dettate nell’art. 20 del decreto 151.
Ci vorrebbe, mi permetto di dire, un reale sforzo riformatore, sorretto da un’adeguata ricognizione dei problemi applicativi e interpretativi.
È da condividere la richiesta proveniente dalle imprese di abolire gli adempimenti burocratici. Ma a una condizione: che si identifichino con precisione gli adempimenti burocratici.
Perché a mio parere adempimenti come il DVR, o il MOG, o la formazione dei lavoratori, sono (o dovrebbero essere) tutt’altro che adempimenti burocratici. E aggiungo: lo stesso registro infortuni era un adempimento tutt’altro che burocratico, e in ogni caso la sua abolizione non fa certo venir meno quella esigenza – il monitoraggio degli infortuni – che la Corte di cassazione considera “una premessa ineludibile per l’adempimento degli obblighi prevenzionistici (al di là degli scopi per i quali è stato istituito, con D.M. 12 settembre 1958, il cd. registro degli infortuni)”.
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