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Italia, sempre peggio produzione industriale: -6,8%

La produzione industriale, a febbraio, è calata dello 0,7% rispetto a gennaio (il dato è destagionalizzato). Il crollo è stato registrato su base annua, dove il dato corretto per gli effetti di calendario è in picchiata di 6,8 punti percentuali. Le rilevazioni diffuse dall’Istat fotografano un quadro drammatico, dove la produzione stagna: gli effetti del suicidio fiscale imposte da Mario Monti non tardano a farsi percepire, e anzi sorprendono per la loro immediata potenza di fuoco.
Sesta diminuzione consecutiva – L’Istat registra un forte ribasso anche su base mensile: dopo il calo segnato a gennaio (del 2,6%) ecco una nuova flessione, che nella media del trimestre dicembre febbraio è dell’1% rispetto al trimestre precedente. In termini annui si tratta della sesta diminuzione consecutiva: l’indice viaggia in territorio negativo senza soluzione di continuità da settembre del 2011. Ma il tonfo del 6,8% registrato a febbraio 2012 risulta il peggior dato da novembre del 2009, quando la produzione industriale registrò un arretramento del 9,3 per cento.
Industrie – Osservando i principali raggruppamenti di industrie, a febbraio l’indice destagionalizzato registra variazioni positive congiunturali nel comparto dell’energia (in salita del 5,7%) e in quello dei beni strumentali (che prendono il 2%). Altre variazioni negative, invece, si registrano per i beni di consumo (flessione del 2,3%) e per i beni intermedi, che perdono l’1,9 per cento. In termini tendenziali, l’indice corretto per gli effetti di calendario segna rialzi soltanto nel comparto energetico, in salita del 3,3%, una crescita favorita dalle temperature particolarmente basse registrate nel corso dell’inverno appena concluso. Pesantissima flessione, infine, per i beni intermedi (lasciano il 10,6%) e per i beni di consumo, in picchiata del 9,6 per cento.
Settori economici – Nell’analisi dettagliata dei diversi settori economici, la produzione registra aumenti più significativi nei comparti della fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria (in salita dell’11%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e otti, apparecchi  elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (in crescita del 5%). Infine, i settori che registrano i cali maggiori sono la fabbricazione di prodotti chimici (giù del 13,9%), le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (in calo del 12,9%) e l’industria del legno, della carta e stampa, che perdono il 12,8 per cento.

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