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Italia. Sanità: tutti dal medico di famiglia. Con la riorganizzazione sarà possibile risparmiare 3 miliardi l’anno

La medicina di famiglia diventa sempre di piu’ medicina di iniziativa con cure a ‘chilometro zero’ e un possibile risparmio stimabile in circa 3 mld di euro ogni anno per l’intero Servizio Sanitario Nazionale. Addio a code, interminabili liste d’attesa e spostamenti a “ping pong” nei vari ospedali o negli studi di specialisti diversi per gli esami diagnostici: i principali test per la diagnosi e il monitoraggio delle piu’ frequenti malattie croniche si potranno fare a un passo da casa, nello studio del medico di famiglia. E’ quanto sara’ possibile grazie al progetto InNovaFimmg della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg), presentato questa mattina a Roma. Il progetto prevede la riorganizzazione degli studi di medicina di famiglia in Unita’ Professionali di Medicina Generale, dotate di personale appositamente formato e di tecnologia diagnostica di primo livello, nell’ottica di una medicina di prossimita’ e di iniziativa, che non ‘aspetta il paziente’ ma ‘gli va incontro’ prima che le patologie si aggravino o insorgano, con interventi tempestivi e adeguati. La prima fase sara’ formativa, partira’ da settembre in quattro Regioni, Marche, Toscana, Umbria e Puglia, ed e’ resa possibile grazie al contributo della Menarini, azienda leader del settore da sempre attenta a supportare le esigenze di aggiornamento del medico e sostenere progetti volti a contribuire alla sostenibilita’ e innovazione del Servizio Sanitario Nazionale.  “Non vogliamo piu’ aspettare che i pazienti arrivino nei nostri studi con il loro carico di sintomi, ma essere noi per primi a individuare tempestivamente le loro criticita’ e a gestirle correttamente, contrastando efficacemente il loro peggioramento – spiega Giacomo Milillo, Segretario Nazionale Fimmg -. Questa scelta si rende necessaria per far fronte allo tsunami dei malati cronici che gia’ oggi rischia di travolgere la sanita’ e che in futuro sara’ sempre piu’ difficile da contenere”. Infatti, secondo recenti stime, il 38 % degli italiani soffre di una patologia cronica, uno su cinque ha due malattie e il 14 % e’ affetto da piu’ di due e nel giro di dieci anni la percentuale dei pazienti con piu’ di due patologie croniche arrivera’ al 20%, complice l’invecchiamento della popolazione. “In questo scenario, la medicina di famiglia e’ e deve restare protagonista fin dalla prevenzione e dalla diagnosi precoce – riprende Milillo – il medico di famiglia e’ il primo contatto con il sistema sanitario, il piu’ vicino a ciascun cittadino, deve percio’ intercettare i suoi bisogni prima di tutti gli altri rendendo cosi’ piu’ fruibile, veloce ed efficiente il percorso di diagnosi e cura. Per questo i medici, aggregati in studi professionali dotati di personale appositamente formato, mediante un percorso condiviso con le Societa’ Scientifiche degli Specialisti, saranno in grado di fornire servizi avanzati sul territorio senza oneri aggiuntivi, dotandosi di strumenti diagnostici di primo livello come spirometri, elettrocardiografi, holter pressori, ecografi, nonche’ dotazioni telematiche. Esami a basso costo, facili da eseguire e replicare, non invasivi e capaci di indicare chi abbia bisogno di un’indagine ulteriore, con un risparmio fino a tre miliardi di euro l’anno”.

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