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Italia. Sale da gioco certificate e tessera del giocatore: così cambia il mondo del gioco legale

Sale da gioco certificate, che abbiano caratteristiche tali da scongiurare ogni minimo rischio di infiltrazione criminale; Daspo immediato ai punti di offerta di gioco irregolari; ‘tessera del giocatore; sanzioni penali realmente dissuasive, prevedendo casi di decadenza della concessione; “barriere” all’ingresso nella filiera: sono alcune delle novità che la relazione della Commissione parlamentare Antimafia sulle infiltrazioni mafiose e criminali nel gioco lecito ed illecito – relatore il senatore Stefano Vaccari Pd – propone per impedire che la criminalità organizzata entri nel sistema del gioco legale. Oggi è arrivato il sì dell’Aula della Camera, con la sola astensione di M5S e Cor, alla risoluzione che approva la relazione; il testo è stato approvato con 374 sì, nessun contrario e 85 astenuti. Il testo prevede, fra l’altro, il rafforzamento delle misure antiriciclaggio attraverso la tracciabilità delle vincite al gioco, l’attuazione di politiche antimafia con il coinvolgimento delle autonomie locali, una nuova governance del settore dei giochi, con una vigilanza rafforzata e una riorganizzazione dei controlli, oltre alla adozione di misure armonizzate a livello europeo nel settore del gioco d’azzardo a distanza e una politica per la sicurezza delle infrastrutture critiche del gioco legale che contrasti la minaccia del cyber crime. I numeri sono imponenti e allarmanti: lo scorso anno gli italiani hanno speso 95 miliardi per giocare, sette in più rispetto al 2015 e 24 miliardi sono stati persi al gioco. Di qui l’esigenza di imporre nuove regole ma il confronto tra lo Stato e le Autonomie sulla materia è in corso da tempo e non si intravede all’orizzonte alcun accordo. Tanto che oggi, intervenendo per il Governo nell’Aula della Camera, il sottosegretario all’Interno Filippo Bubbico ha auspicato che l’intesa venga raggiunta in tempi brevi. “Il gioco d’azzardo e il mondo delle scommesse legali e clandestine sono un nuovo campo strategico degli investimenti della criminalità organizzata, che ha sviluppato sistemi anche molto sofisticati e penetranti per infiltrare un settore che serve sia a riciclare denaro sporco sia ad ottenere ingenti profitti”, ha ricordato la presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi, augurandosi che il Governo “si attivi rapidamente per rendere più stringenti le norme sul rilascio delle concessioni, estendere verifiche e controlli su tutta la filiera, anche prevedendo una specifica certificazione delle sale gioco, perché siano davvero ‘mafia free'”. La capogruppo M5S in Antimafia Giulia Sarti, pur condividendo la struttura della relazione, ha sottolineato come il Parlamento, “quando si è trovato di fronte a norme che volevano limitare il gioco, come il divieto di pubblicità proposta dal M5S, ha sempre respinto le proposte restrittive. Le lobby del gioco insieme al governo favoriscono l’aumento dell’offerta di azzardo ed è questa ipocrisia che abbiamo voluto sottolineare con il nostro voto di astensione”.

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