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Italia: sale al 30%disoccupazione giovanile

In base ai dati provvisori e destagionalizzati dell’Istat il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a novembre è arrivato al 30,1%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a ottobre e di 1,8 punti su base annua. E’ il tasso più alto da gennaio 2004 (quando hanno avuto inizio le serie storiche mensili). Si tratta del dato più clamoroso di quelli contenuti nell’ultimo bollettino redatto dall’istituto di statistica sul lavoro in Italia. Il tasso di disoccupazione in generale a novembre è all’8,6%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a ottobre e di 0,4 punti su base annua. E’ il livello più alto da maggio 2010.
A novembre la disoccupazione maschile diminuisce del 3,7% rispetto al mese precedente, mentre aumenta del 6% nei dodici mesi. Il numero di donne disoccupate cresce del 6% rispetto a ottobre e del 5,2% su base annua. Il tasso di disoccupazione maschile (pari al 7,6%) scende di 0,3 punti percentuali nell’ultimo mese e cresce di 0,4 punti nel confronto con l’anno precedente; quello femminile (pari al 9,9%) è in aumento di 0,6 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,5 punti rispetto a novembre 2010. Gli uomini inattivi diminuiscono dello 0,3% in confronto al mese precedente e dello 0,6% su base annua. Il numero di donne inattive segna una variazione positiva dello 0,1% nel confronto congiunturale e dello 0,3% nei dodici mesi.
Nel terzo trimestre 2011 il tasso di disoccupazione è stato pari al 7,6%, un decimo di punto in più rispetto al terzo trimestre 2010. Nello stesso periodo il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni è aumentato al 26,5% dal 24,7% del terzo trimestre 2010. Continua a crescere la disoccupazione di lunga durata in italia. Nel terzo trimestre del 2011, il tasso di disoccupazione di coloro che cercano lavoro da oltre 12 mesi è salito al 52,6%: si tratta del livello più elevato dal terzo trimestre del 1993 (anno d’inizio delle serie storiche ricostruite).
Nel terzo trimestre del 2011 è continuato a crescere il numero dei dipendenti a termine (+7,6% su base annua, pari a 166.000 unità), un aumento che per circa i due terzi riguarda giovani under 34. Lo rileva l’Istat, aggiungendo che così l’incidenza del lavoro a termine sul totale degli occupati sale al 10,3%.

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