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Italia. Forum per il rilancio delle aree interne: oltre 1000 comuni coinvolti

Rappresentano quasi il 60% del territorio italiano, circa 180mila km quadrati che non riguardano soltanto le zone alpine o appenniniche, vi vivono ben 13 milioni di persone, distribuiti in 4.181 comuni, ma corrono il rischio dello spopolamento, anche per la qualità dei servizi offerti: sono le cosiddette aree interne, oggetto di una strategia nazionale coordinata dalla Presidenza del Consiglio denominata ‘Strategia nazionale per le aree interne’ (Snai). Su questo ambito, quanto meno variegato, a breve si accenderanno i riflettori istituzionali grazie a un evento (‘Forum Aree Interne 2017′) che si terrà ad Aliano (Matera) il 29 e 30 maggio e che vedrà la partecipazione, tra gli altri, del ministro per la Coesione Sociale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, del governatore della Basilicata Marcello Pittella, di Enrico Borghi, consigliere della Presidenza del Consiglio per l’attuazione della Snai, di Fabrizio Barca, economista, e di Enrico Giovannini, portavoce dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis). La dotazione della Strategia, avviata nel 2014, è pari a 190 milioni (16 milioni per il 2015, 60 per il 2016, 94 per il 2017 e 20 per il 2018), mentre le risorse mobilitate – che comprendono anche l’allocazione di risorse PSR (Programma Sviluppo Rurale), FSE (Fondo Sociale Europeo), e FESR (Fondo europeo Sviluppo Regionale – sono stimabili in almeno 600 milioni di euro. “Questo forum è un’occasione che non possiamo sprecare. Le azioni che stiamo mettendo in campo sui territori che fanno parte della Snai rappresentano un’opportunità strategica per rilanciarne l’economia, in primo luogo attraverso la garanzia dei servizi essenziali”, spiega Borghi. Negli ultimi 40 anni i comuni situati nelle aree interne hanno registrato un’importante flessione demografica, ma nonostante ciò continuano a vivere all’interno di queste aree oltre 13 milioni di italiani, il 22,3% del totale. E’ bene ricordare poi che la denominazione ‘aree interne’ ha preso le mosse da una lettura del territorio nazionale imperniato su una rete di Comuni definiti ‘Poli’, individuati come ‘centri di offerta di servizi’ (istruzione, salute, mobilità). Vengono considerate aree interne l’insieme di quei comuni classificati come ‘intermedi’, distanti cioè tra i 20 e i 40 minuti dai Poli, ‘periferici’ (tra i 40 e i 75 minuti) e ‘ultra periferici’ (oltre i 75 minuti). La Snai ha preso selezionato 71 aree interne, che corrispondono per ampiezza a un sesto dell’Italia, ma ospitano solo un trentesimo della popolazione: 27 sono presenti nelle 8 regioni del Nord, 13 nelle 4 del Centro, e 31 a sud e nelle isole. L’area interna meno abitata è quella di Tesino, in Valsugana (Trentino), con 2.368 abitanti; la più abitata è quella del Calatino, nel Catanese, con 77.303 abitanti e la più estesa è quella dei Monti Dauni, nel Foggiano, con una superficie di 1.947 km quadrati. Finora le strategie d’ara approvate riguardano: Valli Maira e Grana (Piemonte), Valchiavenna e Alta Valtellina (Lombardia), – Antola Tigullio (Liguria), Alta Carnia (Friuli-Venezia Giulia), Casentino-Valtiberina (Toscana), Appennino basso pesarese e anconetano (Marche), Sud-Ovest Orvietano (Umbria), Basso Sangro Trigno (Abruzzo), Alta Irpinia (Campania), Madonie (Sicilia).

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