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Italia. Produzione casearia: parte la campagna contro i formaggi senza latte voluti dall’Ue

“Salvaguardare la nostra produzione casearia; salvaguardare la nostra legislazione in merito alle scelte nazionali di produzione; difendere l’eccellenza del Made in Italy”. E’ quanto chiede il deputato di Sel Gianni Melilla che ha chiesto ai ministri dell’Economia e della finanze, delle Politiche agricole, alimentari e forestali e degli Affari esteri e Cooperazione Internazionale come intendono operare nei confronti della Commissione dell’Unione europea dopo che la stessa, lo scorso 27 maggio, ha inviato una diffida all’Italia per chiedere la fine del divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito per la fabbricazione di prodotti lattiero caseari previsto storicamente dalla legge nazionale. In pratica l’Unione europea vuole imporre all’Italia di produrre “formaggi senza latte” ottenuti con la polvere. “E’ noto – scrive Melilla nella premessa del suo documento ispettivo – che l’Italia col suo prodotto, il Made in Italy, detiene l’eccellenza per quello che riguarda la produzione di formaggi e latticini che si basa essenzialmente sull’uso di prodotto latteario fresco. La nostra legislazione nazionale, con la legge 138/74, vieta l’uso di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostruito per la produzione dei nostri formaggi. Questo ha fatto si’ che la nostra produzione divenisse una delle eccellenze alimentari in Europa, e nel mondo, data l’alta qualita’ del prodotto certificato ed espressamente riportato in etichetta. La scelta perpetrata dall’Ue di obbligare l’Italia agli standard europei, sebbene con una piccola clausola che preserverebbe il marchio Dop, rappresenta un chiaro attacco alla nostra produzione migliore. Minando cosi’ la superiorita’ del prodotto italiano e, quindi, abbassandone la qualita’ e la competizione economica all’interno dei mercati europei e alterandone il gusto. Il tutto a sfavore della nostra economia nazionale e, invece, a favore delle economie altrui”. Secondo Melilla “si viene cosi’ a ricreare, anche in questo campo la supremazia economica di alcune nazioni su altre, modificando sapore e qualita’ della nostra produzione e omologandola agli standard europei. A fronte di questa scelta, a nostro parere, impropria e dannosa – ricorda infine il parlamentare di Sel – le associazioni nazionali di produttori e consumatori stanno esprimendo il loro disappunto con iniziative e manifestazioni anche di grande levatura. In particolare Coldiretti, Confagricoltura, Cia, ecc. C’e’ da chiedersi il motivo di questa decisione della Commissione Ue che – commenta infine Melilla – solleva il dubbio di voler penalizzare una nazione che vanta una produzione alta e di qualita’ di un bene alimentare non dannoso (eccetto le allergie individuali) alla salute pubblica e, oltretutto, non particolarmente dispendioso e abbordabile dalle tasche di molti”.

 

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