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Italia. Povera scuola, i test invalsi servono ai docenti e non agli alunni

Vittoria ha la febbre. E’ mia figlia e domani avrebbe dovuto fare i test invalsi, la più grande pagliacciata tutta italiana per imitare le scuole europee.. Magari avessimo le loro stesse risorse…

In classe ci sono state le solite spaccature pro e contro. Non so se qualcuno della tua redazione è interessato a conoscere il parere di quel genitore, sdegnato,  che  si trova a dover decidere se mandare o no il figlio a fare i fatidici invalsi. Io la penserei così:

A prescindere dalla decisione che prenderà ciascuno di noi: se mandare o no il proprio figlio il 6 ed il 7 maggio, mi permetto di fare qualche osservazione. Come genitori non possiamo ignorare le sempre più stringate risorse messe a disposizione della scuola pubblica italiana,  da parte degli organi istituzionali. I test che dovranno affrontare gli alunni nei prossimi giorni serviranno “solo” per  valutare  i docenti. In terza media, invece,  i risultati dei test  influiranno sulla valutazione finale dei nostri figli per l’accesso alle scuole superiori. Personalmente condivido le prove di valutazione, purché si salvaguardi la dignità degli alunni ed il loro diritto a perseguire  un più naturale percorso di crescita culturale- intellettiva, oggi, sistematicamente compromesso in virtù  di inutili ed ingiustificate corse per la conclusione dei programmi ministeriali. I test andrebbero somministrati con modalità e criteri opportunamente ponderati che tengano conto anche  degli oggettivi tempi di assorbimento delle informazioni ricevute:  l’informazione deve essere digerita. Non ci si può confrontare su concetti appena trasmessi. Si richiedono tempi più dignitosi per l’elaborazione dei nuovi argomenti,   da parte degli alunni e più idonei processi di approfondimento/potenziamento, da parte dei docenti. Così come sono proposti, gli invalsi  rappresentano una forzatura per imitare a tutti i costi le scuole europee che sono impostate su tutt’altri metodi e risorse.  I nostri figli, oggi,  sono relegati a mere cavie umane usate, come strumento,   per misurare le performance di un sistema scolastico distorto. La Costituzione  (artt 30 e 33) ci impone l’obbligo di istruzione dei nostri figli dandoci la libertà di affidarci ad istituti pubblici o provvedere  “privatamente”. Come genitore, ritengo che abbiamo l’obbligo di tutelare la dignità dei nostri figli e il loro diritto ad un percorso di crescita culturale più sano, lontano dalle dinamiche delle freneticita’ imposte dal sistema scolastico italiano.

La scuola dall’obbligo dura 8 anni nel nostro Paese! I programmi andrebbero spalmati in maniera più sensata per evitare inutili corse, alle scuole elementari, da parte dei docenti e dei nostri figli . Ciò  specialmente per quei concetti imposti dai programmi ministeriali,  alle scuole elementari, per affrontare i test invalsi e per poi essere abbandonati e ripresi alle medie. Il 5 maggio i docenti scenderanno in piazza per difendere i loro diritti, (come è  giusto che sia). Per la salvaguardia dei  diritti dei nostri figli lasceremo fare al sistema? Personalmente, proiettando l’attenzione sui  bambini non condivido ne’ l’attuale sistema scolastico ne’ quello che andrà a nascere  dalla proposta di Renzi. I genitori dovrebbero essere attivi e parte ascoltata nella definizione dell’iter educativo scolastico, possibilmente coadiuvati da personale esperto (insegnanti con esperienza lavorativa consolidata, psicologi, tecnici esperti di comunicazione, addetti super qualificati nelle discipline umanistiche e scientifiche….).  Non dimentichiamo i dati OCSE sulle conoscenze degli alunni Italiani. Secondo quando si va sbandierando sarebbero  “i più somari d’Europa”! La responsabilità è anche la nostra, purtroppo! La questione non dovrebbe essere su, test si o test no, bensì su come vogliamo che la scuola sia per i nostri figli che dovranno in futuro confrontarsi, sempre più diffusamente, con altre culture e sistemi. La crescita culturale,  specie nella scuola elementare,  non dovrebbe essere relegata ad una mera gara di velocità!

La rappresentante mi ha detto che sono sola in tutta Italia a pensarla così: molti genitori ignorano il sistema…. Ha concluso. Pensa che una  mamma, domani, manderà a scuola la figlia con tutta la febbre! Per darle questa grande occasione. E pensare che qualche mese fa la medesima mamma voleva organizzare una crociata per la povera figlia che doveva imparare una poesia a memoria! Povera …. Me?!in Italia alcuni genitori si stanno organizzando con la cosiddetta “istruzione familiare”

Sono dei disadattati i nostri figli o i loro?

 

Tania vaudo

ctvaudo@icloud.com

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