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Italia, pmi: a gennaio parte Euromed

Sarà operativo dal prossimo gennaio – dopo una lunga gestazione e con un proprio sito web in costruzione – il nuovo Centro euro-mediterraneo per le micro, piccole e medie imprese, per sostenere l’accesso al credito, la formazione di personale specializzato e la penetrazione in nuovi mercati delle Pmi europee, maghrebine e mediorientali verso le diverse sponde del Mediterraneo.
L’iniziativa – presentata lunedì al Milano Med Forum – è promossa dalla Camera di commercio di Milano, con il sostegno dei ministeri degli Esteri, dell’Economia e dello Sviluppo economico, della Banca europea per gli investimenti e il segretariato dell’Unione per il Mediterraneo, Intesa Sanpaolo e UniCredit.
In pratica, si tratta di una Fondazione composta da un’unità centrale di coordinamento con sede a Milano e tanti centri nazionali di sviluppo, collocati nei Paesi delle sponde nord, sud ed est del Mediterraneo (da Il Cairo a Tunisi, Beirut, Marsiglia, Barcellona, ecc..) che avranno il compito di assistere le Pmi nelle loro esigenze di internazionalizzazione. Ad oggi sono stati siglati 17 accordi di partenariato tra 10 Paesi dell’area mediterranea.
Tre le macroaree di intervento. Con l’accesso al mercato e l’accompagnamento nelle relazioni economiche si metterà a disposizione un network di agenzie governative e di Camere di commercio in loco alle quali rivolgersi, oltre a un servizio di aggiornamento continuo sull’andamento dei singoli mercati. L’accesso al credito e al capitale finanziario sarà facilitato da un’assistenza tecnica ad hoc, oltre ad iniziative di formazione e scambi accademici. Un network al quale «anche la rinnovata Ice – ha spiegato il ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera – darà il suo contributo».
«Il Pil aggregato dell’area – ha spiegato il presidente di Promos Bruno Ermolli – ha segnato un +3% nel 2011 e le stime 2012 sono di una crescita che sfiora il 5 per cento. In questo contesto, l’interscambio commerciale tra Ue e area del Mediterraneo ha raggiunto i 250 miliardi di euro, mentre l’area Mena ha attratto poco meno del 2% degli Ide». Inoltre, «l’Expo – ha detto Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio di Milano – toccherà questioni centrali per il Mediterraneo e di un mercato alimentare suscettibile di opportunità di sviluppo».
Intanto lunedì a Milano è stato siglato un accordo di collaborazione nel settore delle rinnovabili tra il consorzio Desertec Industrial Initiative (Dii) e Res4med. Dii, fondata in Germania nel 2009 e composta da società in 16 Paesi (tra cui Enel Green Power, Terna, Unicredit, Intesa e Italgen-Italcementi) punta a creare entro il 2050 un mercato di scala industriale per le rinnovabili nelle regioni desertiche del Sud Mediterraneo e del Medioriente. Progetto rispetto al quale ad ottobre si era sfilata Siemens e ieri anche il Gruppo Bosch. Res4Med è, infine, l’associazione creata ad Enel Green Power, Edison, Cesi, Gse, Pwc, Terna Plus e Politecnico di Milano per promuovere le rinnovabili e le infrastrutture elettriche necessarie al loro trasporto.
Da Il sole 24 ore

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