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Italia. Patent Box: ultimi giorni per l’adesione al regime agevolato

Ultimi giorni per inviare l’opzione per aderire al patent box già dal 2015 in caso di utilizzo diretto di beni immateriali e per effettuare attente valutazioni sull’opportunità di presentare una o più istanze, in caso di presenza di più beni immateriali. Il 31 dicembre 2015 sarà infatti l’ultimo giorno utile per presentare l’istanza di ruling all’Agenzia delle Entrate, inviando la raccomandata A/R con l’istanza o consegnandola direttamente all’ufficio preposto di Roma o Milano; nei successivi 120 giorni l’impresa potrà produrre tutta la documentazione di supporto.
Ultimi giorni a disposizione delle imprese per decidere, in caso di più “intangibili”, se inviare una o più domande di ruling relative al Patent Box. L’Agenzia delle Entrate ha tolto, in questa fase, l’adempimento relativo all’invio della copia dell’istanza su supporto elettronico, riducendo quindi il lavoro anche in caso di istanza multiple. La copia su cd o penna usb potrà essere infatti prodotta insieme alla documentazione da inviare entro i prossimi 120 giorni, decorrenti in particolare dalla data di presentazione dell’istanza cartacea. Il 22 dicembre scorso, con un nuovo comunicato, l’Agenzia delle Entrate ha specificato che l’istanza può essere inoltrata, alternativamente ed indifferentemente, alla sede di Roma o di Milano dell’Ufficio Accordi preventivi e controversie internazionali. In alternativa, le imprese possono effettuare la consegna anche a mano.
Nel caso di più intangibili
È abbastanza ricorrente il caso di imprese che abbiano il marchio aziendale ed un brevetto o un modello/disegno. In questo caso, devono decidere se presentare un’unica istanza o presentarne più di una. La presentazione di un’unica istanza comporta la possibilità di utilizzare l’agevolazione solo alla fine dell’iter di ruling per tutti i beni intangibili. Presentare più di un’istanza consente invece di chiudere separatamente gli accordi per ciascun bene immateriale, evitando quindi che un’eventuale situazione complessa su un solo bene ritardi di fatto l’accordo anche sugli altri. Si pensi, ad esempio, a un’impresa industriale che detiene un brevetto relativo ad un nuovo prodotto e, nel contempo, ne detiene un altro relativo ad un componente particolare che viene montato su tutti i prodotti aziendali. Appare evidente che sarà relativamente semplice determinare l’apporto al reddito del brevetto relativo al nuovo prodotto, mentre sarà molto più complesso determinare l’apporto al reddito del brevetto che riguarda il singolo componente che viene collocato su tutti prodotti, anche se non coperti completamente da brevetto. In questo caso siamo all’interno della stessa famiglia di intangibili ma affrontiamo due situazioni di complessità diversa e che quindi, presumibilmente, richiederanno tempi diversi per giungere ad un accordo con l’Agenzia delle Entrate.
Intangibili differenti possono suggerire istanze differenti
Il D.M. 30 luglio 2015 prevede cinque diversi “intangibili” tra quelli ammissibili al Patent Box: software protetto da copyright, brevetti industriali, marchi di impresa, disegni e modelli, nonché informazioni aziendali ed esperienze tecnico-industriali giuridicamente tutelabili. Ancora più evidente rispetto all’esempio precedente è l’opportunità di presentare più istanze in caso di presenza di marchio aziendale e brevetti. È evidente che il marchio può essere considerato un bene che aumenta il valore ad ogni prodotto, contribuendo alla realizzazione di utili. È abbastanza logico pensare che l’accordo, magari diviso per famiglia di prodotti e dimensioni, porti a determinare un importo in percentuale, parametrato alle royalties che l’imprese andrebbe a pagare ad un soggetto esterno. Il ruling, in questo caso, potrebbe essere abbastanza semplice e portare in breve alla firma dell’accordo con l’Agenzia delle Entrate. Nel caso invece di disegni, che compongono una parte dell’eventuale prodotto finito collocato poi sul mercato, la trattativa volta a quantificare il valore potrebbe essere molto lunga e richiedere tempi e perizie a supporto, con conseguente allungamento dei tempi. E’ proprio da queste valutazioni che deve emergere la scelta sulla presentazione di un’unica istanza oppure di più istanze di ruling.
120 giorni per produrre la documentazione integrativa
Una volta inviata la raccomandata A/R contente l’istanza di ruling partiranno i 120 giorni che l’impresa avrà a disposizione per produrre la documentazione di supporto all’istanza. In particolare, in caso di utilizzo diretto dei beni, per ciascuna istanza dovrà essere prodotta la seguente documentazione:
a) documentazione atta ad individuare analiticamente i beni immateriali dal cui utilizzo diretto deriva la produzione della quota di reddito di impresa agevolabile;
b) documentazione atta ad indicare dettagliatamente il vincolo di complementarietà, qualora esistente, tra i beni immateriali di cui alla precedente lettera a, utilizzati congiuntamente, come un unico bene immateriale, ai fini dell’agevolazione nell’ambito della realizzazione di un prodotto o processo;
c) chiara descrizione dell’attività di ricerca e sviluppo svolta e del diretto collegamento della stessa con lo sviluppo, il mantenimento, nonché l’accrescimento di valore dei beni di cui alla precedente lettera a;
d) dettaglio dei metodi ed i criteri di calcolo del contributo economico alla produzione del reddito d’impresa o della perdita, dei beni di cui alle precedenti lettere a e b nonché le ragioni per le quali tali metodi e criteri sono stati selezionati. Con riferimento a tali metodi e criteri di calcolo, il contributo economico al reddito d’impresa del bene immateriale è determinato sulla base degli standard internazionali rilevanti elaborati dall’OCSE con particolare riferimento alle linee guida OCSE in materia di prezzi di trasferimento. La documentazione relativa ai metodi di calcolo è obbligatoria solo per le grandi imprese, in quanto le PMI potranno discuterne direttamente in sede di ruling, senza fornire documentazione preventiva.
e) supporto elettronico (ad esempio: chiavetta usb, CD, ecc.) contente copia dell’istanza e della relativa documentazione.
Fa fede la data della raccomandata
Il D.M. 30 luglio 2015 stabilisce che, in caso di utilizzo diretto dei beni, l’opzione Patent Box ha efficacia dal periodo di imposta in cui è presentata la richiesta di ruling. Le imprese con esercizio “solare” che vogliono applicare il Patent Box già a partire dal 2015 devono quindi presentare la richiesta di ruling entro il 31 dicembre 2015, oltre a presentare anche la comunicazione di opzione via Entratel. Su questo tema, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, nel caso di invio dell’istanza di ruling a mezzo raccomandata a/r, l’istanza si considera presentata alla data di spedizione della raccomandata, come risulta dalla ricevuta rilasciata dall’ufficio postale.
Dove e come inviare le domande
a) Tramite raccomandata A/R:
Agenzia delle entrate
Direzione Centrale Accertamento
Settore Internazionale
Ufficio Accordi preventivi e controversie internazionali
Via Cristoforo Colombo 426 c/d
00145 Roma
Oppure
Agenzia delle entrate
Direzione Centrale Accertamento
Settore Internazionale
Ufficio Accordi preventivi e controversie internazionali
Via Manin 25
20121 Milano
b) Tramite consegna diretta
Gli indirizzi e gli orari di consegna delle istanze sono i seguenti.
– Sede di Roma – presso la Segreteria della Direzione Centrale Accertamento – Via C. Colombo, 426 c/d, Torre B, piano VII.
– Sede di Milano – presso l’Ufficio Risorse Materiali – Servizio Ricezione Atti della Direzione Regionale della Lombardia – Via della Moscova, 2

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