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Italia. Patent box: arriva il bonus fiscale per i redditi derivanti da opere d’ingegno e marchi

E’ arrivato il Patent Box. Dal 10 novembre 2015 è online sul sito dell’Agenzia delle Entrate il modello che consente alle piccole e medie imprese di aderire al bonus fiscale valido per i redditi derivanti dall’utilizzo dei beni immateriali, vale a dire la tassazione agevolata su opere dell’ingegno, brevetti industriali, marchi, ecc. Coloro che intendono aderire dovranno inviare il modello per via telematica entro il prossimo 31 dicembre.

Ma è qui che finiscono le buone notizie perché tutto il resto è rappresentato da dubbi e incognite che dovranno essere chiariti in tempo breve, data la scadenza ravvcinata per la comunicazione.

Patent box: che cos’è e come funziona

Il patent box è stato introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 e confermato dal decreto attuativo arrivato lo scorso 30 luglio. Il provvedimento pubblicato ieri dall’Agenzia delle Entrate mira dunque a disciplinare i termini e le modalità di attuazione del bonus fiscale, rendendo disponibile il modello da utilizzare per la comunicazione.

L’agevolazione fiscale prevista dal Governo consiste in una parziale esenzione su IRES e IRAP da applicare sui redditi derivanti dall’utilizzo diretto o dalla concessione in uso a terzi sui beni immateriali. Cosa si intende per beni immateriali? Opere dell’ingegno, brevetti industriali, know how, disegni, modelli, processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili. Possono esercitare l’opzione i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dal tipo di contabilità adottata e dal titolo giuridico in virtù del quale avviene l’utilizzo dei beni.

Criterio base per l’accesso al regime opzionale è che l’impresa svolta un’attività di ricerca e sviluppo finalizzata alla produzione di beni “agevolabili” direttamente o tramite contratti di ricerca stipulati con altre società, università, enti di ricerca e organismi equiparati.

L’importo su cui i contribuenti non dovranno versare le suddette imposte varia in base all’anno di riferimento:

2015: 30% del reddito agevolabile;

2016: 40% del reddito agevolabile;

2017: 50% del reddito agevolabile.

Coloro che volessero beneficiare del bonus dovranno esercitare un’opzione della durata fissa di cinque esercizi, rinnovabile e irrevocabile. Tuttavia, ad oggi, non esistono istruzioni applicative relative al calcolo e alle procedure da utilizzare.

Nel caso in cui i contribuenti utilizzino direttamente i brevetti, i marchi o altri beni immateriali, occorrerà inviare inoltre una richiesta di attivazione di un ruling con il Fisco servirà determinare il reddito agevolabile.

Patent Box: come richiederlo?

Per quanto riguarda gli anni di imposta 2015 e 2016, l’opzione può essere esercitata inviando una comunicazione all’agenzia delle Entrate, mentre a partire dal 2017 essa potrà essere effettuata direttamente nell’ambito della dichiarazione dei redditi e si riferirà al periodo di imposta a cui il modello si riferisce.

Le opzioni della durata di cinque anni riferite al 2015 e valide fino al 2019 (così come quelle riferite al 2016 e valide fino al 2020), potranno essere esercitate fino alla chiusura dell’esercizio di partenza.

Patent Box: come compilare il modello?

Il modello potrà essere inviato direttamente o tramite un intermediatorio abiliatato. La compilazione avverrà tramite l’utilizzo di un software che l’Agenzia delle Entrate renderà disponibile entro la fine del mese di novembre.

Al suo interno i contribuenti che decidono di avvalersi dell’opzione dovranno inserire i propri dati, quellli del legale rappresentante e l’impegno alla trasmissione telematica.

Patent Box: i dubbi e i possibili benefici

Nonostante l’ok al provvedimento, sono ancora moltissimi i dubbi riguardanti il patent box.

Come precedentemente affermato, i contribuenti dovranno trasmettere una richiesta di attivazione di un ruling con l’amministrazione finanziaria. Sarà in base a questo che scatterà il beneficio fiscale. Tuttavia attualmente non è stata fornita alcuna istruzione applicativa. Spetterà a un successivo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate stabilire le modalità di semplificazione per le piccole e medie imprese.

Ma per chi decide di aderire al regime agevolati sui beni materiali a quali costi e a quali benefici andrà incontro?

Proprio per le PMI si prospettano oneri fissi sia amministrativi che professionali molto rilevanti, mentre appare difficile quantificare quale sia il beneficio derivante dalla parziale esenzione sulle imposte.

Scendendo nel dettaglio, le imprese che usano in maniera diretta i beni immateriali in loro possesso legati a un determinato marchio, o quelle high tech che puntano sui brevetti industriali come possono calcolare i benefici? Come spiega Il Sole 24 Ore in questi casi la base “per quantificare il tax saving finale del patent box è la determinazione del reddito attribuibile al bene immateriale, e dunque l’importo dei componenti positivi impliciti nei ricavi complessivi che derivano dall’uso del bene stesso, al netto dei componenti negativi. Determinazione che,secondo quanto stabilito dalla legge, deve obbligatoriamente passare attraverso una procedura di ruling con l’amministrazione finanziaria, per la quale man- cano a oggi indicazioni e istruzioni ufficiali.”

In altre parole per determinare l’ammontare dei risparmi occorre quantificare il reddito attribuibile al bene immateriale che però deve avvenire tramite il già citato ruling, dato che fino a quando quest’ultimo non si avvierà, la decorrenza dell’opzione sospesa.

Ad oggi dunque, senza maggiori chiarimenti sul ruling e sulle modalità semplificate per le PMI, il tanto atteso patent box rimane una vera e propria incognita.

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