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Italia. Nuove imprese a tasso zero: domande a partire da mercoledì

Per la misura “Nuove imprese a tasso zero”, sono stati emanati nuovi chiarimenti da parte del Ministero dello Sviluppo Economico e Invitalia. Nella circolare del 23 dicembre 2015 il Ministero dello Sviluppo economico informa che dalle ore 12.00 del 13 gennaio 2016 sarà possibile inviare le richieste di agevolazione e fornisce ulteriori chiarimenti sulla procedura informatica per procedere alla compilazione della domanda e sulle modalità per il caricamento del piano d’impresa. Invitalia, soggetto gestore della Misura, con una serie di FAQ pubblicate sul proprio sito, fornisce invece utili precisazioni in merito all’ambito soggettivo ed oggettivo di applicazione dell’agevolazione.
Il quadro di regole della misura “Nuove imprese a tasso zero” si arricchisce di un’ulteriore circolare del Ministero dello Sviluppo Economico e di una serie di FAQ pubblicate da Invitalia, soggetto gestore, che forniscono alcune precisazioni di particolare interesse.
Questi indirizzi interpretativi si aggiungono al Decreto n. 140 del 8 luglio 2015 del Ministero dello Sviluppo Economico, emanato di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, (in Gazzetta Ufficiale n. 206 del 5 settembre 2015), che stabilisce i criteri e le modalità di concessione delle agevolazioni, e alla Circolare del Direttore generale per gli incentivi alle imprese n. 75445 del 9 ottobre 2015 (rettificata con Circolare n. 81080 del 28 ottobre 2015), che ha definito il termine di apertura e le modalità per la presentazione delle domande.
Leggi anche:
– Nuove imprese a tasso zero online la modulistica per le richieste di agevolazione
Domande a partire dalle ore 12.00 del 13 gennaio 2016
Un primo importante chiarimento reso dalla Circolare n. 100585 del 23 dicembre 2015 riguarda l’orario a partire dal quale sarà possibile inviare le richieste di agevolazione.
La Circolare n. 75445 del 9 ottobre 2015 aveva infatti stabilito che le domande possono essere presentate a partire dal 13 gennaio 2016.
Ora, con la suddetta Circolare del 23 dicembre 2015, il MISE stabilisce che la procedura informatica per la compilazione della domanda e caricamento del piano d’impresa e di tutti gli allegati richiesti sarà disponibile dalle ore 12 del 13 gennaio 2016.
Termine per la trasmissione della documentazione necessaria alla stipula del contratto di finanziamento
La Circolare inoltre precisa che, in caso di esito positivo dell’iter istruttorio, se la società non è ancora costituita, la documentazione necessaria alla stipula del contratto di finanziamento dovrà essere trasmessa a Invitalia entro il termine di 45 giorni dalla ricezione della comunicazione di ammissione alle agevolazioni, in analogia con il termine previsto per la dimostrazione dell’avvenuta costituzione della società e del possesso dei requisiti prescritti.
Le società già costituite, come indicato al punto 8.8 della Circolare del 9 ottobre 2015, dovranno invece presentare la documentazione entro 20 giorni dalla data di ricezione della comunicazione di ammissione alle agevolazioni.
Causa di revoca
La Circolare del 9 ottobre 2015 dispone che le agevolazioni saranno revocate, totalmente o parzialmente, da Invitalia nei seguenti casi:
– qualora sia verificata l’assenza di uno o più requisiti del soggetto beneficiario, ovvero la documentazione prodotta risulti incompleta o irregolare per fatti imputabili allo stesso soggetto beneficiario e non sanabili;
– il soggetto beneficiario non porti a conclusione il programma di investimento ammesso alle agevolazioni, entro il prescritto termine di 24 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento ovvero il maggior termine assegnato da Invitalia in seguito alla concessione di proroga, salvo i casi di forza maggiore;
– il soggetto beneficiario, trasferisca altrove, alieni o destini ad usi diversi da quelli previsti nel programma di investimento ammesso alle agevolazioni le immobilizzazioni materiali o immateriali oggetto dell’agevolazione prima che siano decorsi 3 anni (termine rettificato con Circolare n. 81080 del 28 ottobre 2015) dal completamento del programma di investimenti;
– il soggetto beneficiario cessi volontariamente, alieni o conceda in locazione o trasferisca l’attività, prima che siano trascorsi 3 anni (termine rettificato con Circolare n. 81080 del 28 ottobre 2015) dal completamento del programma di investimenti;
– fallimento, messa in liquidazione o sottoposizione a procedure concorsuali con finalità liquidatorie del soggetto beneficiario prima che siano decorsi 3 anni (termine rettificato con Circolare n. 81080 del 28 ottobre 2015) dal completamento del programma di investimenti;
– il soggetto beneficiario non consenta i controlli del Ministero dello Sviluppo Economico o di Invitalia sulla realizzazione del programma degli investimenti e sul rispetto degli obblighi previsti ovvero non adempia agli obblighi di monitoraggio;
– il soggetto beneficiario non rimborsi le rate del finanziamento agevolato per oltre 2 scadenze previste dal piano di rimborso;
– negli altri casi di revoca totale o parziale previsti dal contratto di finanziamento, in relazione alle condizioni e agli obblighi a carico del soggetto beneficiario.
Con Circolare del 23 dicembre 2015, il Ministero dello Sviluppo Economico, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, ha indicato che rientra negli altri casi di revoca la perdita dei requisiti relativi alla compagine sociale (che dovrà essere composta, per oltre la metà numerica dei soci e di quote di partecipazione, da soggetti di età compresa tra i 18 e i 35 anni ovvero da donne) intervenuta tra la data di presentazione della domanda ed il terzo anno successivo alla data di completamento del programma di investimenti.
Ammessi anche i cittadini extracomunitari
Nelle FAQ pubblicate da Invitalia emergono interessanti indicazioni riguardo all’ambito soggettivo dell’agevolazione.
Nelle risposte viene chiarito che i cittadini extracomunitari, soci, amministratori, legali rappresentanti, oppure che assumono una carica amministrativa, per richiedere le agevolazioni devono essere regolarmente residenti in Italia e in possesso, al momento della presentazione della domanda, dei requisiti di legge (età e sesso) e di un permesso di soggiorno in corso di validità per almeno 12 mesi, rilasciato per motivi di:
– lavoro autonomo (cioè per un’attività industriale, professionale, artigianale o commerciale, per costituire società di capitali o di persone o per accedere a cariche societarie);
– formazione professionale (ovvero per uno dei seguenti motivi: lavoro subordinato; attesa di occupazione; motivi familiari; motivi umanitari – status di rifugiato -), da convertire successivamente (per poter stipulare il contratto di finanziamento) in permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo, presentando una domanda online allo Sportello Unico per l’immigrazione della Prefettura competente (entro il termine indicato dal Decreto Flussi).
Chiarimenti relativi alla composizione della compagine sociale
Ulteriore chiarimento riguarda la composizione della compagine sociale.
Ai sensi del Decreto ministeriale n. 1402015 e della Circolare del 9 ottobre 2015, le agevolazioni sono riservate alle società di micro e piccola dimensione, comprese le cooperative, con compagine societaria composta, per oltre la metà numerica dei soci e di quote di partecipazione, da soggetti di età compresa tra i 18 e i 35 anni e/o da donne.
Nelle FAQ viene specificato che per i soci donne non c’è un limite massimo di età: ai fini dell’ammissibilità, è sufficiente che siano maggiorenni alla data di presentazione della domanda.
Da ciò consegue che il requisito dell’età tra 18 e 35 anni è richiesto solo ai soci uomini. In particolare, essi, alla data di presentazione della domanda, devono avere 18 anni già compiuti e 36 anni non ancora compiuti.
Nelle FAQ viene inoltre puntualizzato che, alla data di presentazione della domanda, la società deve dimostrare il rispetto del criterio numerico e di quello sulle quote di partecipazione.
Al fine di chiarire i due criteri, Invitalia propone alcuni esempi, riportati di seguito.
Come indicato negli esempi, il criterio numerico (maggioranza di soci uomini di età compresa tra 18 e 35 anni e/o donne) è soddisfatto nei seguenti casi:
– Caso A: società di 3 soci, di cui 2 soci sono donne e un altro socio non appartenente alle categorie di legge;
– Caso B: società di 3 soci, di cui un socio è un uomo di età compresa tra 18 e 35 anni, un socio è donna e un altro socio non appartenente alle categorie di legge;
– Caso C: società di 2 soci, di cui entrambi sono donne;
– Caso D: società di 2 soci, di cui un socio è un uomo di età compresa tra 18 e 35 anni e un socio è donna.
Per quanto riguarda il criterio sulle quote di partecipazione (oltre la metà delle quote di partecipazione devono essere possedute da uomini di età compresa tra i 18 e i 35 anni e/o da donne) i casi prospettati possono essere così sintetizzati:
Il criterio sulle quote di partecipazione è soddisfatto nei seguenti casi
Caso A: società con 3 soci, di cui:
– 2 donne, che complessivamente detengono il 70% delle quote;
– un altro socio non in possesso dei requisiti di legge (età e sesso), che detiene il 30% delle quote.
Caso B: società con 3 soci, di cui:
– un uomo di età compresa tra 18 e 35 anni, che detiene il 20% delle quote;
– una donna, che detiene il 31% delle quote;
– un altro socio non in possesso dei requisiti di legge (età e sesso), che detiene il 49% delle quote.
Caso C: società con 2 soci, di cui entrambe donne, che complessivamente detengono il 100% delle quote.
Caso D: società con 2 soci, di cui:
– un uomo di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che detiene il 95% delle quote;
– una donna, che detiene il 5% delle quote.
Il criterio sulle quote di partecipazione non è soddisfatto nei seguenti casi
Caso E: società con 2 soci, di cui:
– una donna, che detiene il 45% delle quote;
– un altro socio non in possesso dei requisiti di legge (età e sesso), che detiene il 55% delle quote.
Caso F: società con 3 soci, di cui:
– un uomo di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che detiene il 15% delle quote;
– una donna, che detiene il 35% delle quote;
– un altro socio non in possesso dei requisiti di legge (età e sesso), che detiene il 50% delle quote.
Caso G: società con 2 soci, di cui:
– un uomo di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che detiene il 20% delle quote;
– un altro socio non in possesso dei requisiti di legge (età e sesso), che detiene l’80% delle quote.
Chiarimenti per le società attive nel settore agricolo
L’accesso alle agevolazioni è precluso alle imprese operanti nei settori della produzione agricola primaria, della pesca e dell’acquacoltura.
Nelle FAQ viene precisato che le società già costituite e attive in detti settori potranno realizzare solo programmi di diversificazione in attività di trasformazione agricola.
Le iniziative dovranno avere una contabilità ordinaria separata, per tenere distinte le diverse gestioni (non è ammissibile l’uso promiscuo dei beni d’investimento).
Importo massimo programma pari a 1,5 milioni di euro
Viene inoltre chiarito che l’investimento nel suo complesso non può superare il limite di 1.500.000 euro e all’impresa non è data la possibilità, nel caso di programma di investimento di importo superiore, di coprire la differenza con mezzi propri.
Firma digitale e PEC
Nelle FAQ viene altresì specificato che per firmare digitalmente la domanda e il piano d’impresa è necessario dotarsi preventivamente della firma digitale di formato p7m.
Nella domanda deve essere indicato un indirizzo PEC, a cui Invitalia invierà tutte le comunicazioni (non sono adatte le PEC con estensione @pec.gov.it). In caso di società già costituita al momento della presentazione della domanda, la PEC deve essere attivata in capo alla stessa società. Nel caso di società costituenda, la PEC deve essere attivata in capo alla persona fisica in qualità di soggetto referente del team.

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