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Italia: non basta estero per salvare imprese

Ancora una volta arriva puntuale il messaggio: le imprese che sono riuscite ad aprirsi a nuovi mercati e a internazionalizzarsi senza limitarsi a delocalizzare le produzioni sono quelle che meglio hanno saputo evitare la crisi. Il rapporto di Intesa Sanpaolo sui distretti industriali mostra che questo vale per tutti i settori, anche quelli più tradizionali come la pelletteria fiorentina che grazie a un mix di cultura artigianale, design e ricerca della qualità registra tassi di crescita a doppia cifra. Questa verità nasconde però un rischio: molte imprese, di fronte alla curva piatta della domanda interna, hanno dovuto cercare nuovi mercati per sopravvivere ma essere troppo esposti all’export significa anche essere vittime della volatilità del commercio internazionale. È esattamente ciò che è accaduto nel 2009, quando proprio le imprese dei distretti registrarono un crollo del fatturato superiore alla media. Oggi la situazione è diversa, gli Stati Uniti che allora erano in recessione sono tornati a crescere. Altri mercati di sbocco delle nostre imprese hanno tassi di sviluppo anche più elevati. Ma non si vive di solo export. Perciò è importante attivare tutti i meccanismi in grado di far ripartire la crescita della domanda interna, dirottando su famiglie e imprese le risorse che arriveranno dalla lotta all’evasione fiscale.

Il sole 24 ore, 8/2/2012

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