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Italia. Renzi presenta la Manovra 2017: ecco cosa prevederà

Abrogazione di Equitalia con contestuale rottamazione delle cartelle, IRES al 24% e introduzione dell’IRI, con la stessa aliquota, per le imprese individuali e le società di persone, abrogazione dell’IRPEF per le imprese agricole, proroga e rafforzamento dei bonus su ristrutturazioni, risparmio energetico e lavori antisismici, conferma del super-ammortamento e introduzione dell’iperammortamento. E ancora: varo dell’APE per andare prima in pensione, innalzamento dei limiti per le agevolazioni sulla produttività, decontribuzione per chi assume neo diplomati. Sono solo alcune delle prime indicazioni che emergono dalla bozza della manovra 2017, approvata nel Consiglio dei Ministri del 15 ottobre 2016.

Questi i punti principali della Manovra 2017, sviscerati dal quotidiano specializzato online Ipsoa.

Si parla di una manovra complessiva di 27 miliardi di euro che punta a sostenere la crescita e a rafforzare i servizi di base a disposizione di tutti i cittadini (sicurezza, salute, istruzione) e misure specifiche di sostegno alle fasce sociali più deboli che hanno subito i danni più evidenti della crisi degli anni scorsi.
Nel decreto legge collegato sono state inserite le misure aventi carattere di particolare urgenza, tra le quali l’avvio del processo di chiusura di Equitalia.
Ma non c’è solo questo.
Tra le altre novità fiscali, si segnala:
– la conferma (si tratta di una norma già prevista nella legge di stabilità 2016) dell’aliquota IRES al 24% dall’attuale 27,5%;
– l’introduzione dell’IRI, un’imposta simile all’IRES, di cui eredita anche l’aliquota del 24%, di cui potranno fruire le imprese individuali e le società di persone in contabilità ordinaria, oltre che le S.r.l. a tassazione per trasparenza; per le imprese in contabilità semplificata, invece, dovrebbe essere prevista l’applicazione del principio di cassa;
– l’eliminazione della tassazione IRPEF (si parla del periodo 2017-2019) per le imprese agricole le quali, quindi, non pagheranno alcuna imposta sui redditi dominicali ed agrari dei terreni;
– il già annunciato superamento degli studi di settore che lasceranno il posto agli indicatori di compliance con un regime premiale che potrà spingersi fino all’eliminazione dei controlli sui contribuenti più “onesti “ e virtuosi;
– la riapertura della voluntary disclosure, fino al 15 novembre 2017, però, con alcune profonde novità rispetto a quella chiusa lo scorso anno. In particolare, si prospetta l’introduzione di nuove aliquote del 35% sui versamenti bancari che non possono essere giustificati come reddito e del 15% sui prelievi che non si riesce a classificare come personali o meno;
– la proroga del super-ammortamento del 140% sull’acquisto di beni strumentali e l’iper-ammortamento, ovvero una maggiorazione dell’ammortamento al 250% sull’acquisto di beni strumentali e immateriali (software) funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa.

Lavoro

Sul versante lavoro i principali interventi riguardano la proroga della detassazione della produttività, con una revisione al rialzo degli attuali limiti e l’introduzione della decontribuzione per l’assunzione di giovani.
Sul primo aspetto, è stato annunciato che il limite del premio di produttività tassato con cedolare secca del 10% salirà, nel 2017, dagli attuali 2.000 euro a 3.000 euro (invece, in caso di coinvolgimento paritetico dei dipendenti nell’organizzazione del lavoro l’attuale limite di 2.500 euro salirà a 4.000 euro).
Si allarga, inoltre, la platea dei beneficiari: oltre agli operai e impiegati, ne potranno fruire anche quadri e una parte della dirigenza non apicale e aumenta il limite di reddito per usufruire della tassazione agevolata, dagli attuali 50.000 euro a 80.000 euro lordi annui.
L’altra importante misura dovrebbe essere la decontribuzione per le aziende che assumono giovani dopo aver svolto un periodo di alternanza scuola-lavoro o di tirocinio curriculare (in caso di studenti universitari).

Pensioni

Il capitolo pensioni è molto ricco e, forse, è quello che gioca un ruolo di primaria importanza nell’intera manovra.
In sintesi è previsto un sostegno delle pensioni più basse, con l’introduzione della quattordicesima mensilità, la possibilità di andare in pensione prima (c.d. APE), l’aumento della no tax area per i pensionati anche di età non superiore a 75 anni.
Con la prima misura si estende la platea di coloro che percepiscono la 14° mensilità a luglio (da 2,1 milioni si passa a 3,3 milioni) e si aumenta l’importo per coloro che hanno già il beneficio.
Nel dettaglio, percepiranno la 14° (gli importi sono anche stati definiti e sono variabili a secondo dell’anzianità) coloro che hanno un reddito personale complessivo personale, tra 1,5 (circa 750 euro al mese) e due volte il minimo (circa 1.000).
Per quanto riguarda, invece, l’Anticipo pensionistico (APE) viene previsto che spetta ai lavoratori che abbiano almeno 63 anni e sono a 3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia.
Invece, potranno accedere alla c.d. “APE social” i disoccupati, disabili e soggetti con famigliari disabili in possesso di almeno 30 anni di contributi e lavoratori impegnati in attività gravose (dagli operai edili fino ai macchinisti passando per le maestre d’asilo) con 36 anni di contribuzione.
Per questi lavoratori sarà possibile andare in pensione fino a tre anni prima senza nessun onere fino a 1.500 euro lordi di pensione.
Per accedere all’APE volontaria occorre avere 20 anni di contributi versati e in questo caso la rata di restituzione del prestito andrà di media dal 4,6% al 4,7%.
Viene poi prevista l’APE aziendale che ha gli stessi meccanismi di funzionamento di quella volontaria, ma le rate di restituzione del prestito saranno a carico dell’azienda.
Tutti gli iscritti presso due o più forme di assicurazione obbligatoria avranno diritto al cumulo gratuito dei contributi ai fini della pensione anticipata e di vecchiaia.
L’ultima misura prevede l’aumento della detrazione di imposta per tutti i pensionati al fine di uniformare la no tax area a quella dei lavoratori dipendenti (attualmente fissata a 8.125 euro).
Incentivi

Prorogata, a tutto il 2017, la detrazione IRPEF del 50% sulle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio.
Non cambiano le regole né le soglie di spesa (attualmente fissate a 96.000 euro annui).
Invece, ciò che cambia è l’ecobonus del 65%: la proroga vale dal 2017 al 2021 e se l’intervento interesserà l’intero involucro dell’edificio, il contribuente potrà ottenere uno sconto “maggiorato”.
In quest’ultimo caso, infatti, la percentuale sale al:
– 70% se gli interventi avranno un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’intero edificio;
– 75% se il lavoro sarà finalizzato a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva.
Viene poi introdotto il c.d. sismabonus ovvero una detrazione “base” del 50% per le spese sostenute al fine di adeguare gli immobili che ricadono in zone ad alta pericolosità sismica alle misure antismiche.
La percentuale sale al 70% e all’80% (75% e 85% per l’intero condominio) se gli interventi aumentano la classe di rischio, rispettivamente, a quella immediatamente più elevata ovvero a due classi di rischio inferiore.
Infine, tra le altre misure, si segnala il rifinanziamento della nuova Sabatini e l’incremento delle agevolazioni per le startup.

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