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Italia. Legge di stabilità e sgravi per le assunzioni: ecco le novità del 2016

Dal 1° gennaio scorso, sono entrate in vigore le disposizioni previste dalla legge 28 dicembre 2015, n. 208 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di Stabilità 2016), pubblicata nella G.U. Serie Generale n. 302 del 30 dicembre 2015 – Suppl. Ordinario n. 70.
Tra le novità del provvedimento, i commi 178 e 178 dell’articolo 1 hanno riproposto uno sgravio contributivo sulle nuove assunzioni effettuate nel 2016.
Sono cambiate misura e durata dell’incentivo, mentre rimangono pressoché invariate le condizioni.
Tuttavia, questi primi giorni di operatività delle nuove disposizioni, determinano l’esigenza di valorizzare le modifiche introdotte dal legislatore rispetto alla disciplina dello scorso anno. Ad esse, peraltro, si aggiungono le novità in materia di collaborazioni, applicabili anch’esse dal 2016, che si affiancano alla possibilità di valutare se sussistono le condizioni di stabilizzare il rapporto avvalendosi sia della procedura agevolata sia, se spettanti, delle riduzioni contributive in commento.
Sempre a livello operativo, un caso particolare riguarda la gestione di eventuali contratti di lavoro instaurati nel 2015 per i quali non sono state effettuate le comunicazioni obbligatorie ed in particolare la possibilità di fruire dei benefici previsti dalla legge di Stabilità 2015 (legge n. 190/2014).
Cosa cambia con la legge di Stabilità 2016
Le prime novità contenute nel comma 178 riguardano misura e durata dello sgravio. La percentuale di riduzione contributiva scende al 40%, mentre la durata è di ventiquattro mesi e riguarda i contributi previdenziali con esclusione di quelli dovuti all’INAIL.
Il massimale è di 3.250 euro annui.
Ricordiamo che l’INPS, con la circolare n.17 del 29 gennaio 2015, ha preso posizione sui contratti a tempo parziale ritenendo che occorre procedere all’adeguamento della suddetta misura sulla base dell’orario di lavoro del contratto individuale rispetto a quello ordinario previsto.
Applicando le medesime procedure fissate dalla suddetta circolare, occorre riproporzionare il suddetto limite su base mensile. Pertanto, il limite mensile è di euro 270,83 (3.250/12); nel caso di assunzioni o cessazione nel corso del periodo di paga, il limite va considerato a giornata di calendario in misura pari a euro 8,88.
Quali sono i contratti agevolati
I contratti agevolati sono quelli a tempo indeterminato con esclusione dell’apprendistato, del lavoro intermittente (cfr. circ. INPS n. 17/2015) e dei contratti di lavoro domestico effettuati dai datori di lavoro privati.
Va ricordato, a tal fine, che il Ministero del Lavoro con interpello n. 30 del 16 dicembre scorso ha chiarito che il riferimento ai datori di lavoro privati non sembra restringere la platea dei beneficiari ai soli datori di lavoro “imprenditori”. Pertanto, l’incentivo va riconosciuto anche a tutti i datori di lavoro che non svolgano attività imprenditoriale ai sensi dell’art. 2082 c.c. quali, ad esempio, associazioni culturali, politiche o sindacali, associazioni di volontariato, studi professionali ecc.
Requisiti e cause ostative
I requisiti rimangono sostanzialmente analoghi a quelli previsti dall’articolo 1, comma 118, della legge n.190/2014.
In particolare lo sgravio non spetta se i lavoratori che nei sei mesi precedenti siano stati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro. Le circolari INPS n.17 e 178 del 2015 hanno chiarito che la causa ostativa opera esclusivamente in relazione ai contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Nessuna preclusione di conseguenza qualora il soggetto assunto abbia svolto nei sei mesi precedenti altra attività lavorativa con contratti di tipologie diversa. Quindi, lo sgravio spetta per coloro che siano stati titolari di partita IVA, parti di contratti di collaborazione e associati in partecipazione con apporto di lavoro. Non costituiscono altresì causa ostativa alla fruizione dell’incentivo lo svolgimento di lavoro subordinato con contratto a tempo determinato, intermittente (anche a tempo indeterminato). Non spetta l’incentivo se invece il lavoratore abbia svolto attività con contratto di apprendistato (salvo i casi i cui lo stesso fosse stato stipulato a tempo determinato).
Non è necessario che il lavoratore abbia dichiarato la propria immediata disponibilità al lavoro presso i servizi competenti.
Particolare attenzione alla possibilità di cumulare lo sgravio per i datori di lavoro che siano stati parte di un contratto di collaborazione per il quale si procede alla stabilizzazione del contratto avvalendosi delle disposizioni previste dall’art. 54 del D.Lgs. n. 81 del 2015.
Come chiarito dalla Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro col parere n. 3 del 25 novembre scorso non risultano ostacoli al beneficio in quanto non sussiste alcun obbligo legale alla stabilizzazione, ma solo condizioni obbligatorie per la sua attuazione.
Altra condizione riguarda la previsione che lo sgravio non spetta con riferimento a lavoratori per i quali il beneficio sia già stato usufruito in relazione a precedente assunzione a tempo indeterminato. La causa ostativa opera sia in relazione al godimento della nuova decontribuzione della Legge di Stabilità 2016 che di quella prevista dall’art.1 comma 118 della Legge n.190/2014. Le circolari INPS n.17 e 178/2015 hanno puntualizzato che la condizione opera esclusivamente con lo stesso datore di lavoro che assume. Pertanto non sono rilevanti eventuali assunzioni agevolate effettuate da altri soggetti.
Inoltre, non è possibile fruire del beneficio per i datori di lavoro in presenza di assunzioni relative a lavoratori in riferimento ai quali i datori di lavoro, ivi considerando società controllate o collegate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto, hanno comunque già in essere un contratto a tempo indeterminato nei tre mesi antecedenti la data di entrata in vigore della legge di Stabilità 2016.
Lavoratori assunti in caso di passaggio di appalti
Il comma 178 consente di fruire degli incentivi anche al datore di lavoro che subentra negli appalti assumendo i lavoratori già occupati nel medesimo e che stiano fruendo dello sgravio.
Nel caso di passaggio di appalti, generalmente il datore di lavoro che subentra assume in virtù di un obbligo contrattuale o di legge i lavoratori già occupati negli appalti.
In genere tale ipotesi non consente la fruizione degli incentivi in quanto si tratta della stipula di un nuovo contratto di lavoro e pertanto non si rende applicabile la disciplina in materia di trasferimento del contratto di lavoro (art. 2112 c.c. o 1406 c.c.) per la quale viene trasferito anche il beneficio eventualmente spettante (cfr. circ. INPS n. 178/2015).
La predetta norma contenuta nella legge di Stabilità, invece, prevede espressamente che il datore di lavoro che subentra nella fornitura di servizi in appalto e che assume, ancorché in attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva, un lavoratore per il quale il datore di lavoro cessante fruisce dell’esonero contributivo, preserva il diritto alla fruizione dell’esonero contributivo medesimo nei limiti della durata e della misura che residua computando, a tal fine, il rapporto di lavoro con il datore di lavoro cessante.
Omessa o tardiva comunicazione
Un caso particolare riguarda l’eventuale assunzione per la quale non è stata effettuata nei termini la prescritta comunicazione obbligatoria.
A tal fine va ricordato che si rende applicabile la disciplina di cui all’articolo 31, comma 3 del D.Lgs. n.150 del 2015 in cui è previsto che l’inoltro tardivo delle comunicazioni telematiche obbligatorie inerenti l’instaurazione e la modifica di un rapporto di lavoro o di somministrazione producono la perdita di quella parte dell’incentivo relativa al periodo compreso tra la decorrenza del rapporto agevolato e la data della tardiva comunicazione. Dunque nessun problema circa la spettanza dell’incentivo salvo che per il periodo di ritardo.
L’INPS su tale previsione (analoga a quella già prevista dall’art.4, comma 15 della legge n. 92/2012), ha fornito istruzioni alle sedi con la circolare n.137/2012 in merito alla conseguenze, in materia di fruizione degli incentivi all’assunzione, del tardivo invio delle comunicazioni telematiche obbligatorie, previste dal Decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale del 30/10/2007 (Unilav, Unisomm, ecc.) chiarendo che, anche in caso di rettifica della comunicazione telematica, vale la data del primo invio.

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