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Italia. Lavoro, Nomisma: disoccupazione rischia di diventare permanente

“Il forte aumento di disoccupazione di lunga durata rischia di innestare effetti di persistenza”: e’ il commento del capo economista di Nomisma, Sergio De Nardis, ai dati Istat sul quadro occupazionale in Italia relativo al mese di ottobre. “Acqua gelata sul mercato del lavoro” rileva l’esperto sottolineando che il mese di ottobre “annulla i buoni dati del mese precedente e fa emergere un quadro occupazionale piu’ in linea con gli indicatori di attivita’ economica”. Secondo l’economista “lo sfondamento del tetto del 13 per cento da parte del tasso di disoccupazione riflette, insieme alla flessione mensile dell’occupazione, anche l’aumento delle forze di lavoro. Quest’ultima tendenza – continua lo studioso – gia’ osservata nel mese precedente, puo’ sottendere un minor scoraggiamento, il che sarebbe un fatto positivo”. Tuttavia, per l’economista di Nomisma “puo’ anche riflettere lo sforzo di ricerca insoddisfatto da parte di componenti di nuclei familiari particolarmente danneggiati dalle dinamiche reddituali degli ultimi anni; in questo caso sarebbe un segnale di difficolta’ sociale”. I dati trimestrali vedono, inoltre, “un forte aumento della disoccupazione di lunga durata che – spiega De Nardis – e’ arrivata a rappresentare il 62 per cento della percentuale complessiva dei senza lavoro, percentuale che nel terzo trimestre 2013 era pari al 57 per cento”. Secondo l’economista di Nomisma si tratta di “un fenomeno da osservare con attenzione perche’ rischia di innestare effetti di persistenza nelle sacche di disoccupazione”. Nell’insieme, dunque, si e’ di fronte ad un mercato del lavoro “meno tonico di quello che gli ultimi dati indicavano e che conferma – conclude De Nardis – la tendenziale stagnazione in cui si trova la nostra economia”.

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