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Italia. Lavoro e formazione: 105 studenti italiani faranno esperienza in imprese green europee

Un’esperienza lavorativa di due mesi in un’azienda “verde” europea offerta a 105 studenti italiani di istituti tecnici e professionali per aumentare la loro competitività sul mercato del lavoro. L’opportunità è offerta dal progetto di mobilità transnazionale Extrares (Exchange and Training in Renewable Energy Sector) della multiutility Estra, per facilitare i contatti tra studenti e imprese green europee. Il progetto, presentato nel corso del Convegno “Giovani e green economy: alternanza scuola lavoro nella mobilità europea”, rientra nel Programma Europeo Erasmus+, Azione Mobilità ai Fini dell’Apprendimento, ambito Formazione Professionale, di cui Isfol è Agenzia Nazionale.

I 105 studenti italiani (di età tra i 18 e i 21 anni) potranno svolgere il tirocinio in imprese in Belgio, Grecia, Malta, Portogallo, Regno Unito e Spagna. Il fine è quello di trasferire ai partecipanti conoscenze per lavorare nei settori della sostenibilità ambientale, produzione energia da fonti rinnovabili, riciclo, bioedilizia e accrescere così la loro competitività sul mercato del lavoro, che può contare ad oggi su più di 3 milioni di lavori verdi. Il progetto, che coinvolge 15 scuole in 4 regioni italiane (Toscana, Marche, Abruzzo e Umbria), è la continuazione del primo progetto Extrares, ammesso a finanziamento nel 2011 dalla Regione Toscana grazie al quale gli studenti si sono recati in Germania, Olanda Malta, Inghilterra, Svizzera, Portogallo e Spagna.

L’offerta di green jobs in Italia è in continua crescita, anche grazie alle oltre 372 mila imprese che hanno scelto di puntare sulla sostenibilità ambientale. A fronte però di questo mercato del lavoro “vivace”, soprattutto nel settore delle fonti rinnovabili, l’Ocse ha lanciato un grido di allarme per l’Italia sul fronte scuola, invitando ad operare maggiormente nel settore della formazione ambientale. Questa edizione di Exttrares intende trasferire nelle altre regioni italiane i successi ottenuti in Toscana nell’ambito del primo progetto.

“I numeri dei green jobs in Italia –ha detto Roberto Banchetti, Presidente di Estra – sono davvero importanti. Basti pensare ai circa 100.000 occupati nel settore delle rinnovabili o ai 72.000 nell’efficienza energetica, solo per citare due settori green. La green economy è diventata la parte propulsiva della nostra economia e offre grandi possibilità lavorative soprattutto ai giovani. Con il progetto ExTaRES vogliamo creare una sinergia tra il mondo della scuola e il mondo del lavoro. ExTraRES si collega strettamente con il nostro progetto di educazione ambientale Energicamente, in quanto continua il percorso di campagna educativa per diffondere la cultura del risparmio energetico e per coinvolgere le scuole”.

La partecipazione al progetto è aperta a tutti gli studenti o ai neo-diplomati(da almeno un anno), residenti in Italia, provenienti dalle scuole superiori partner. Prima della partenza, gli studenti seguiranno un percorso di orientamento sull’esperienza all’estero. Il progetto porterà numerosi benefici ai partecipanti coinvolti, sia sul profilo professionale sia su quello personale. Da una parte, il lavoro in aziende estere permetterà loro di migliorare le conoscenze tecniche apprese durante il percorso scolastico e li aiuterà ad entrare nel settore di riferimento avendo già acquisito esperienza sul campo; dall’altro lato, gli studenti miglioreranno la conoscenza delle lingue straniere, soprattutto nel linguaggio tecnico. Il progetto avrà, inoltre, ricadute occupazionali importanti sui giovani diplomati, i quali saranno più competitivi nel mercato del lavoro, avendo acquisito il know-how richiesto dalle aziende del settore. Alla fine dell’esperienza i partecipanti riceveranno un Certificato EuropassMobility, rilasciato dalla Commissione Europea e riconosciuto in tutta Europa. Un’esperienza lavorativa in un’azienda è senz’altro un investimento che ripaga. Già dopo un anno dal conseguimento del diploma o del titolo chi ha fatto uno stage lavora di più: il 58 per cento contro il 52 di chi non ha fatto esperienza nelle aziende.

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