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Italia: la Ue stava per costringere il Vaticano a pagare l’’Ici

“Il rischio è che dall’’Europa venga una condanna nei confronti del Governo italiano e che si imponga il Governo italiano di far pagare l’’ICI alla Chiesa, e farla pagare non da oggi, ma dal 2005!Il ministro delle Finanze Giulio Tremonti va a parlare con l’allora Presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, quello cacciato qualche giorno fa, che rappresenta Bertone, quindi il Segretario di Stato Vaticano. Il Vaticano con Bertone, Gotti Tedeschi e Tremonti si incontrano e studiano il modo per evitare l’infrazione dell’Unione Europea, per evitare la condanna e che la Chiesa dia questi soldi all’Italia, mentre poi chiede a tutti i cittadini di pagare e reintroduce la tassa, l’ICI! Allora per evitare l’infrazione da parte dell’Unione Europea, trovano lo stratagemma: cambiare la legge, se cambia la legge, la UE ne prende atto e cade l’infrazione, il procedimento disciplinare, sanzionatorio cade.” – così il giornalista Gianluigi Nuzzi nel suo nuovo libro “Sua Santità” che succede al più noto “Vaticano S.p.a.”.
E allora ecco il grande regalo dell’Italia al Vaticano per mano di Monti.
Premessa: nel 2005 – 2006 i radicali fanno ricorso all’Unione Europea e dicono che l’esenzione Ici sugli immobili della Chiesa cattolica italiana va contro le leggi della concorrenza del libero mercato. Passano gli anni, la pratica giace. A un certo punto arrivano in Vaticano segnali che l’Unione Europea vuole condannare l’Italia, la pratica è andata avanti, sono stati fatti degli accertamenti, cosa accade? Il rischio è che dall’Europa venga una condanna nei confronti del Governo italiano e che si imponga al Governo italiano di far pagare l’Ici alla Chiesa, ma farla pagare non da oggi ma dal 2005! Tutti gli arretrati! Quindi l’Italia doveva rivalersi sugli enti della Chiesa e chiedere indietro tutti i soldi, un miliardo di Euro più o meno sarebbero entrati nelle casse dello Stato.
La possibilità di togliere il grandissimo privilegio per il tramite dell’Unione Europea si presentò all’epoca del Governo Berlusconi. Ai tempi fu l’allora ministro delle Finanze Giulio Tremonti che andò a parlare con il Prsidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, quello cacciato qualche giorno fa, che rappresenta Bertone, quindi il Segretario di Stato Vaticano. Il Vaticano con Bertone, Gotti Tedeschi e Tremonti (che rappresenta il Governo italiano), si incontrano e studiano il modo per evitare l’infrazione dell’Unione Europea, cioè la condanna acché la Chiesa dia questi soldi Ici all’Italia. Trovano lo stratagemma e cambiano la legge. Il cerino passa in mano a Mario Monti, e a dicembre compaiono dichiarazioni dei capi della Chiesa, di Bertone, di Bagnasco che dicono: “Sì, in effetti è un periodo di crisi, siamo disposti a rivedere anche noi questa cosa sull’Ici”. Dunque, quello che è un dovere, pagare l’Ici, viene fatto passare come una concessione da parte della Chiesa che, con la sua solita benevolenza, vista la crisi che attanaglia il Paese, concede allo stesso la titolarità dell’Ici su alcuni suoi immobili (quelli non dedicati al culto). In realtà, è evidente, sta (r)aggirando il Paese che non sa che la Ue sta per sanzionare la Chiesa a pagare le tasse allo Stato Italiano dal 2005 in poi! Dunque, il timore di dover pagare e subito quegli arretrati se l’Unione Europea dovesse sanzionare l’Italia, fa trovare lo stratagemma ed ecco la prima dichiarazione manipolatoria di Monti che dice: “Benissimo, faremo pagare l’Ici alla Chiesa su quegli immobili a uso promiscuo”. Concludendo: cambiata la legge, il rischio di infrazione si sgretola, l’opinione pubblica non lo ha mai saputo ed ha creduto al fatto di gentil concessione da parte delle lunghe tonache, ed è fatto il grande regalo dell’Italia al Vaticano e alla Chiesa. 
Il presepe da 550 mila Euro.
I primi capitoli del libro sono dedicati alle congiure. Come nei secoli più bui della Chiesa ancora oggi in Vaticano si consumano delle congiure. Una è quella del caso Boffo, un’altra è quella di Monsignor Viganò, l’economo del Vaticano, che denunciava casi di corruzione al Papa e che poi si lamenta con il Papa: “Dopo averti denunciato questi casi, dopo averti raccontato e documentato come il presepe in Piazza San Pietro costava 550 mila Euro l’anno farlo, che è una fotografia perfetta, è un mosaico combaciante …”.
La storia del presepe è emblematica, simbolica di sperperi, il dietro le quinte della contabilità vaticana, questo Monsignor Viganò è stato cacciato, mandato a Washington come nunzio apostolico. Il caso Boffo? Noi l’avevamo visto in prospettiva italiana, ma chi aveva passato quelle carte delegittimanti nei confronti dell’ex direttore dell’Avvenire, Dino Boffo, che a seguito degli articoli sul giornale di Feltri si dimise? Boffo è rimasto in silenzio per anni, in quel periodo ha raccolto delle informazioni, ha svolto delle indagini che sono riassunte in tre lettere, due spedite al Santo Padre e una a Bagnasco della Conferenza episcopale Italiana. In quelle lettere punta l’indice contro Giovanni Maria Vian, direttore dell’Osservatore Romano, e dice che difficilmente Bertone non poteva essere coinvolto in questa vicenda.
L’incontro riservato tra Ratzinger e Giorgio Napolitano 
Sono accuse gravi, accuse tutte da dimostrare, ma è un fatto che dopo queste accuse Boffo viene reintegrato nella grande famiglia dei media cattolici e gli danno la direzione di Sat 2000, della Tv dei vescovi.
Vian e Bertone, accusati di questa congiura rimangono ai loro posti, nulla accade, tutti promossi. 
C’è poi un capitolo fenomenale per i retroscena che svela: “La Sacra ingerenza sull’Italia”, si racconta di tutti i rapporti con la politica italiana, dalle raccomandazioni di Gianni Letta che, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, si dava da fare per raccomandare giornalisti che gli venivano segnalati dai monsignori più importanti del Palazzo apostolico. Si faceva tramite delle raccomandazioni, quindi la raccomandazione non è solo un vizio italiano, è anche una consuetudine di oltre Tevere. Queste sono piccole vicende che diventano un più grandi e simboliche quando andiamo a raccontare l’incontro riservato tra Ratzinger e Giorgio Napolitano. Nel gennaio 2009, i due capi di Stato si incontrano e viene preparato un memorandum su cosa dire, come affrontare gli argomenti per il Santo Padre. Quali sono i temi che l’allora Ministro degli Esteri del Vaticano indica al Papa? Le leggi italiane, dove una è quella della famiglia: “Si devono evitare equiparazioni legislative o amministrative tra le famiglie fondate sul matrimonio e altri tipi di unione”. Due esponenti del governo Brunetta e Rotondi hanno purtroppo fatto annunci in tal senso, ora mi chiedo: “E’ legittimo che un Capo di Stato faccia commenti e pressioni su un altro Capo di Stato in relazione alle proprie leggi?”. 
Alcuni vaticanisti, tipo Paolo Rodari a Matrix ha detto: “E’ normale, noi siamo un Paese cattolico, è normale che il Papa evidenzi i desiderata del Vaticano, sta poi al politico italiano recepirle o meno”. Sulla parità scolastica, il problema tende sempre a una soluzione: pena la scomparsa di molte scuole paritarie con aggravi sensibili per lo stesso bilancio dello Stato, occorre trovare un accordo sulle modalità dell’intervento finanziario, anche al fine di superare recenti interventi giurisprudenziali che mettono in dubbio la legittimità dell’attuale situazione. L’incontro con Napolitano, poi c’è tutto il capitolo emblematico, inquietante, della questione dell’Ici passata sottotraccia sui giornali. Una vicenda che grida scandalo. (www.beppegrillo.it)

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