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Italia: la sostenibilità? E’ un lavoro da manager

Tra i nuovi professionisti ci sono anche i manager della sostenibilità o responsabilità sociale d’impresa. Figure che risultano sempre più necessarie e più richieste dalle aziende. Lo rileva un censimento realizzato dal Csr Manager Network, l’associazione che riunisce i responsabili delle politiche sociali, promossa da Altis (Alta scuola impresa e società dell’Università Cattolica di Milano) e ISVI (Istituto per i valori d’impresa). Sono profili che si occupano prevalentemente di rendicontazione agli investitori e agli altri interlocutori chiave, rapporti con gli stakeholder e gestione responsabile dei fornitori. E hanno poi tra i loro compiti il coordinamento e la gestione delle politiche ambientali e sociali di un’organizzazione. Per quasi la metà sono laureati in economia, hanno generalmente 3-4 collaboratori, soprattutto donne, e uno stipendio medio tra i 70 mila e gli 80 mila euro. La ricerca ha poi scoperto che il 40% delle società quotate ha già oggi al suo interno un Manager della Corporate Social Responsibility, mentre 1 su 4 pubblica un bilancio di sostenibilità per far conoscere le proprie attività ambientali e sociali e le linee di lavoro e obiettivo future. Pur trattandosi ancora di piccoli numeri, in poco più di 5 anni il numero dei manager è più che quadruplicato passando da 90 a 327 addetti a tempo pieno, solo considerando le società quotate.
Ma quali sono le realtà che in futuro avranno bisogno di questo ruolo? «Mi vengono in mente le aziende che stanno strutturando in modo organico la gestione delle loro politiche di sostenibilità e di miglioramento della reputazione per avere sempre più opportunità di partnership. In particolar modo le imprese energetiche che hanno il dovere di anticipare i possibili rischi ambientali e diminuire il loro impatto, ma anche le società tessili, dell’abbigliamento, che devono pensare al rispetto dei diritti umani, soprattutto nel caso in cui lavorino nei Paesi emergenti o quelle alimentari che faranno sempre maggiore attenzione all’impatto dietetico dei loro prodotti» spiega Fulvio Rossi, presidente. Il quale riferisce inoltre che più della metà delle imprese quotate ha già al suo interno un manager della sostenibilità. Che prima iniziava la sua carriera all’interno di un’azienda con un ruolo diverso, ora invece è sempre più specializzato perché magari ha seguito un master dedicato alla professione.
Irene Consigliere per il corriere della sera

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