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Italia. Jobs Act: le semplificazioni al vaglio dei Consulenti del Lavoro

Collocamento obbligatorio, dimissioni, sanzioni in materia di lavoro irregolare e novità in materia di sicurezza sul lavoro: queste le novità del decreto semplificazioni, attuativo del Jobs Act, oggetto di analisi da parte della Fondazione Studi Consulenti del lavoro nella circolare n. 19 del 2015. Quali le evidenze? Quali le criticità?

La Fondazione Studi Consulenti del lavoro analizza il decreto legislativo 14 settembre 2105 n. 151 recante disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge delega del Jobs Act.
In particolare, oggetto di approfondimento sono:
· Semplificazioni in materia di inserimento mirato delle persone con disabilità
· Razionalizzazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro
· Revisione del regime delle sanzioni
· Dimissioni volontarie e risoluzione consensuale.
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“Il giudizio sul decreto semplificazioni” – evidenzia Rosario De Luca, Presidente Fondazione Studi
Consulenti del Lavoro – “è complessivamente positivo, anche se non si possono nascondere alcune criticità la cui ratio sfugge anche al più distratto degli osservatori. Il riferimento, non casuale, è per la disciplina della convalida delle dimissioni per la quale non venivano segnalate necessità novellatrici, dopo le mai troppo criticate novità, introdotte con la legge 92 del 2012”.

Collocamento obbligatorio
Il “decreto semplificazioni” modifica l’art. 7 della legge n. 68/1999 e riconosce ai datori di lavoro privati e agli enti pubblici economici la possibilità di assumere lavoratori con disabilità attraverso chiamata nominativa.
Dal 1° gennaio 2017 le aziende che occupano tra i 15 e i 35 dipendenti saranno tenute ad assumere un lavoratore disabile entro i sessanta giorni dall’insorgenza dell’obbligo esattamente come gli altri datori di lavoro.
Più oneroso l’esonero dall’obbligo di assunzioni in caso di aziende con addetti impegnati in lavorazioni che comportino un’esposizione al rischio con tasso di premio Inail pari o superiore al 60 per mille; in questo caso infatti occorrerà, oltre ad autocertificare il rischio, versare una quota pari a 30,64€ per ogni giorno lavorativo e per ciascun lavoratore disabile non occupato.
Rimane invariato invece il regime sanzionatorio, ma con l’art. 10 del decreto, si semplifica il procedimento per l’erogazione degli incentivi riconosciuti ai datori di lavoro che assumono persone con disabilità.
Semplificazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro
Numerose le novità in tema di adempimenti del datore in materia di infortuni e malattie professionali e le modifiche al testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.
Tra queste, da sottolineare: l’inclusione dei lavoratori accessori, con committenti professionisti o imprenditori, tra i soggetti destinatari delle disposizioni in materia di tutela dei lavoratori; l’abrogazione dell’obbligo di inoltro di certificazioni in caso di infortuni e del relativo registro; nuove previsioni per l’impianto sanzionatorio del D. Lgs. 81/2008.
Dimissioni
Introdotta una nuova modalità, esclusivamente telematica, per rassegnare le dimissioni e in caso di risoluzione consensuale. Le stesse, a decorrere dal 24 novembre prossimo (ovvero 60 giorni dall’entrata in vigore) , dovranno essere effettuate, a pena di inefficacia, esclusivamente con modalità telematiche su apposita modulistica che verrà resa disponibile sul sito del Ministero del Lavoro e, successivamente, inviate alla Direzione Territoriale del Lavoro competente ed al Datore di Lavoro.
La novella normativa sarà efficace solo in seguito all’emanazione, entro il 24 novembre 2015, di apposito decreto attuativo.
Revisione del regime delle sanzioni
Modificate le disposizioni sanzionatorie in materia di lavoro e di legislazione sociale. In particolare, vengono revisionate le normative in tema di lavoro irregolare, di sanzioni sul LUL nelle ipotesi di omessa o incompleta compilazione nonché di mancata consegna del prospetto paga.
Il decreto, inoltre, reintroduce la diffida in materia di c.d. “lavoro nero”.

da http://www.ipsoa.it/

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