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Italia. Istat: università addio, sempre meno giovani si iscrivono

Sempre meno giovani italiani si iscrivono all’universita’. Il passaggio dalla scuola secondaria all’universita’ infatti, (calcolato rapportando gli immatricolati all’universita’ ai diplomati di scuola secondaria superiore che hanno conseguito il titolo nello stesso anno solare) e’ andato progressivamente riducendosi dopo la forte crescita negli anni di avvio della riforma (72,6 immatricolati su 100 diplomati nel 2003/2004). Nell’anno accademico 2012/2013 e’ al 55,7 per cento, con i valori piu’ alti per i residenti nelle regioni del Nord-ovest e in quelle del Centro (entrambe 60,2). E’ quanto si legge nell’Annuario statistico 2014 dell’Istat. Chi si iscrive per la prima volta si indirizza verso i corsi di primo livello di durata triennale (83,8%) mentre il restante 16,2% si orienta verso i corsi di laurea magistrale a ciclo unico. La popolazione universitaria e’ composta da 1.709.407 studenti, in lieve flessione rispetto all’anno accademico precedente (-2,4%). La partecipazione agli studi universitari risulta particolarmente alta fra i giovani residenti in Abruzzo, Basilicata e Molise (rispettivamente pari a 51,8, 51,2 e 50,3%). La scelta di proseguire gli studi dopo le superiori coinvolge maggiormente i diplomati dei licei: fra questi, sei su dieci si dichiarano studenti a tempo pieno contro meno del 20% dei diplomati degli istituti tecnici e il 6,7% di quelli degli istituti professionali. Nel 2012 circa 297.000 studenti sono arrivati al traguardo della laurea (o del diploma universitario), circa 1.400 in meno rispetto all’anno precedente (-0,5%). Le donne sono piu’ propense a proseguire gli studi oltre la scuola secondaria (le diplomate che si iscrivono a un corso universitario sono circa 62 su 100, i diplomati appena 50) e pure a portare a termine il percorso accademico. Infatti, tra i laureati triennali e a ciclo unico (ossia tra coloro che hanno conseguito almeno un titolo di formazione universitaria), il tasso di conseguimento della laurea (laureati per 100 venticinquenni) e’ al 37,6% per le ragazze e al 25,2 per i coetanei. Fra coloro che hanno concluso percorsi “lunghi” (corsi di durata da quattro a sei anni e lauree specialistiche biennali) le laureate sono 24,1 ogni 100 venticinquenni e i laureati 15,7 ogni 100.

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