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Italia. Istat: in disagio economico una famiglia su quattro

“Il 23,4% delle famiglie vive in una situazione di disagio economico, per un totale di 14,6 milioni di individui”. L’allarme e’ contenuto nel Rapporto “Noi Italia” sulla situazione nel 2013 dell’Istat, secondo cui il 12,4% dei nuclei e’ in “grave difficolta’”. Il dato complessivo risulta comunque in calo rispetto al 24,9% dell’anno precedente.

Nel 2012 circa sei famiglie residenti in italia su dieci (62%) hanno conseguito un reddito netto inferiore all’importo medio annuo di 29.426 euro, pari a circa 2.452 euro al mese. Lo si legge nel rapporto dell’Istat ‘Noi Italia’. In Sicilia si registra il reddito medio annuo piu’ basso (circa il 29% in meno del valore medio italiano) mentre in Campania si osserva la piu’ elevata concentrazione del reddito; all’opposto l’equita’ si mantiene alta nella provincia autonoma di Bolzano.

Nei primi mesi del 2014 il 43,5% delle persone over14 si dichiara molto o abbastanza soddisfatto della propria situazione economica, quota in aumento rispetto allo scorso anno (40,1%). Il livello di soddisfazione per la situazione economica presenta una forte variabilita’ regionale, dal 66,2% di Bolzano al 30,2% della Sicilia.

Istat: Italia quartultima in Ue per tasso occupazione

Nel 2013 in Italia risultano occupate quasi sei persone su dieci in eta’ 20-64 anni, un tasso di occupazione tra i piu’ bassi in Europa, superiore solo a Grecia, Croazia e Spagna, unici paesi a superarci anche per tasso di inattivi (21,7% a fronte di una media Ue del 14,4%). E’ quanto emerge dal rapporto dell’Istat ‘Noi Italia’, che segnala inoltre “un forte squilibrio di genere a sfavore delle donne e un marcato divario territoriale tra il Centro-Nord e il Mezzogiorno”. Il divario di genere e’ piu’ contenuto in Valle d’Aosta, maggiore in Puglia. Il tasso di occupazione dei 55-64enni e’ pari al 42,7% (+2,3 punti percentuali rispetto al 2012), inferiore alla media Ue28 (50,1%). L’incidenza del lavoro a termine scende intanto al 13,2%, valore sostanzialmente in linea con la media europea ma inferiore a Germania, Francia e Spagna. Cresce invece la quota di occupati a tempo parziale (17,9%) soprattutto a causa dell’incremento del part time involontario. Cresce infine la disoccupazione di lunga durata (oltre 12 mesi), con un’incidenza del 56,4%, sopra una media Ue del 47,5%.

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