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Italia. Industria: volano fatturato e ordini

Ancora segni più per l’economia italiana: stavolta il merito va all’industria, con fatturato e ordinativi che a maggio mettono a segno rialzi come non si vedevano da qualche tempo, aumentando sia sul mercato interno che fuori confine. A spingere hanno concorso un po’ tutti i settori, altro indice di una crescita robusta, ma colpisce l’impennata, con un incremento a doppia cifra, registrato per il comparto degli autoveicoli. Il +7,6% rilevato dall’Istat per le vendite e il +13,7% per le commesse, sempre su base annua, dopo l’exploit del commercio estero, per il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, «dimostrano che puntare su investimenti, industria ed internazionalizzazione per rimettere in moto la crescita è stata la scelta giusta». E suggeriscono anche quali sono le prossime mosse da fare: «Per coinvolgere sempre più imprese e lavoratori in questo percorso virtuoso vanno rafforzati gli strumenti del Piano Industria 4.0 e del Piano straordinario sul Made in Italy».I numeri dell’Istat, «ampiamente positivi», spiegano dall’Istituto, danno l’idea di un’economia che fa tesoro dell’aumento della produzione, già segnalato, e di un orizzonte sereno, visto che il dato sulle commesse è considerato dagli economisti un valore «spia», in grado di anticipare le tendenze dei prossimi mesi. Ovviamente gli occhi sono puntati sulla previsione del Pil del secondo trimestre (aprile-giugno), per cui bisognerà aspettare il 16 agosto, quando l’Istat diffonderà la prima stima. Intanto, per l’industria, maggio si chiude con ricavi in risalita dell’1,5% su base mensile, che porta il livello tendenziale al top dal dicembre scorso. A dare una mano al risultato hanno contributo la metallurgia (+14,1% sull’anno) ma anche l’alimentare (+7,8%). Gli ordinativi sono saliti del 4,2% rispetto ad aprile, quando avevano registrato un calo. Nel confronto annuo si registra il livello più alto da agosto scorso, grazie soprattutto ai mezzi di trasporto (+19,5%).Impennata che si spiega anche guardando agli autoveicoli (+21,2% le commesse e +18,5% per il giro d’affari). Gli incentivi da riconoscere alle imprese animeranno di certo il dibattito sulla prossima legge di Bilancio. Ma i sindacati, commentando i dati dell’Istat, invitano a guardare alla componente del lavoro. «Per noi rimane fondamentale la questione dell’occupazione», dice la Cisl. Invece i metalmeccanici della Uil rivendicano il peso della «produzione siderurgica»

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