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Italia. Industria e Servizi, 70,5% imprese ha adottato strategie di tipo difensivo: i dati Istat

“Le strategie adottate dalle imprese italiane negli ultimi anni sono soprattutto di tipo difensivo: il 70,5% delle imprese ha dichiarato che il mantenimento della propria quota di mercato e’ la strategia prevalente”. E’ quanto scrive l’Istat nel nono Censimento generale dell’Industria e dei Servizi, secondo cui “si tratta dell’orientamento principale per le imprese di tutte le classi dimensionali e tutti i macrosettori”. L’analisi ha permesso di identificare cinque tipologie di imprese e le “conservatrici” risultano le piu’ numerose: sono quasi il 64% delle imprese (670mila unita’, con un’occupazione di quasi 6 milioni di addetti), con una dimensione media di 8,9 addetti per impresa.

Vi sono poi le “dinamiche tascabili”, pari a poco meno del 20% delle imprese (circa 205mila unita’, con 2,6 milioni di addetti), con una dimensione di poco inferiore ai 13 addetti per impresa. Solo il 7% circa sono tanto le imprese “aperte” (75mila unita’ e 1,7 milioni di addetti, con una dimensione media di 22,9 addetti per impresa) quanto le “innovative” (74mila imprese e 1,5 milioni di addetti, con una dimensione media di 19,8 addetti). Infine, appena il 2,6% rientrano nella tipologia delle “internazionalizzate spinte” (27mila unita’, che impiegano 1,1 milioni di addetti, per una dimensione media di 39,5 addetti). Il censimento rivela inoltre che il titolo di studio prevalente tra gli imprenditori delle microimprese e’ il diploma di scuola media superiore (44%) seguito dalla licenza media (34%), mentre la quota di persone con studi universitari (laurea e post laurea) e’ solo del 14,8%. Secondo l’Istat, l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione “non sono sfruttate appieno dalle microimprese”.

 

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