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Italia, incentivi ai progetti salva industria

Programmi di investimento per incrementare la produttività e sostenere le aree a rischio di deindustrializzazione, creazione di nuove imprese innovative, progetti speciali per l’attrazione di investimenti dall’estero e per lo sviluppo delle aree tecnologiche individuate dal programma europeo “Horizon 2020”. Sono queste le principali leve di azione del nuovo fondo per la crescita sostenibile definito dal decreto attuativo del ministero dello Sviluppo economico di concerto con l’Economia.
La bozza dovrà effettuare un passaggio in Conferenza Stato-Regioni prima di completare l’iter verso la Gazzetta Ufficiale. Il testo attua quanto disposto dal primo decreto sviluppo (83/2012) che, abrogando 43 disposizioni e norme nazionali (compresa la legge 488 e la programmazione negoziata), ha convogliato tutte le residue risorse per gli incentivi alle imprese in un fondo unico, con disponibilità di circa 600 milioni per il 2012 ai quali dovrebbero aggiungersi 200 milioni nei prossimi anni e le risorse del Fondo rotativo istituito presso la Cdp, pari a circa 1,2 miliardi (impiegabili solo per finanziamenti agevolati).
In attesa dunque di decisioni sul piano Giavazzi, i ministeri avanzano per ora sul Fondo unico. Il Dm è articolato in sei Titoli: disposizioni generali, ricerca e sviluppo, struttura produttiva del Paese, internazionalizzazione, progetti speciali, modalità attuative. Possono essere concessi sia aiuti che prevedono obbligo di notifica alla Ue sia aiuti in regime “de minimis”, nelle forme di contributo in conto impianti, contributo in conto capitale, contributo diretto alla spesa, contributo in conto interessi, finanziamento agevolato, concessione di garanzia, partecipazione al capitale di rischio, bonus fiscale.
Gli interventi e l’ammontare delle risorse disponibili verranno definiti con bandi o direttive del ministero dello Sviluppo economico che determinerà anche gli impatti attesi tramite la formulazione di indicatori e valori-obiettivo con relativi punteggi. Nell’ambito del Fondo sono istituite apposite sezioni per ognuna delle tre grandi destinazioni: ricerca e sviluppo, rafforzamento dell’industria, promozione della presenza internazionale e degli investimenti.
Si pone particolare enfasi sui programmi di investimento volti a incrementare la produttività e la capacità di innovazione delle imprese e «a potenziare la base produttiva di specifiche aree territoriali, con particolare riferimento alle regioni del Mezzogiorno, favorendo la creazione di nuova occupazione e la salvaguardia dell’occupazione esistente». Corsia preferenziale anche per i programmi per riqualificare aree di crisi industriale complessa oppure aree caratterizzate da un elevato livello di deindustrializzazione. Per essere ammessi ai benefici, questo tipo di programmi deve essere collegato a realizzazione di nuove unità produttive, ampliamento di quelle esistenti, diversificazione della produzione, cambiamento fondamentale del processo produttivo. 
In questo ambito, verrà concessa priorità ai programmi realizzati nelle regioni Convergenza (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia), dalle Pmi o che prevedono l’impiego di energia da fonti rinnovabili.
Arrivano inoltre i «Progetti speciali per lo sviluppo e la competitività» per i quali il Fondo può finanziare interventi integrati per il rafforzamento della struttura produttiva e per l’internazionalizzazione e l’attrazione di investimenti dall’estero. Sarà un esperto, una società in house o una società terza a elaborare i singoli progetti, specificando, con riferimento all’area tecnologica produttiva, carenze e opportunità, oneri a carico del Fondo, misure di semplificazioni e interventi infrastrutturali necessari, risultati attesi. 
Per gli interventi diretti al rafforzamento della struttura produttiva del Paese il decreto prevede il ricorso a procedure di tipo negoziale, che scattano anche per progetti di ricerca e sviluppo proposti da imprese di grandi dimensioni. Nel caso di piccole e medie imprese impegnate in R&S si potrà invece ricorrere anche ai bandi. (Fonte: Il Sole 24 Ore)

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