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Italia, Inail: irregolare 87%aziende controllate

I controlli effettuati dall’Inail nei primi 10 mesi di quest’anno hanno accertato irregolarità nell’87,12% delle aziende ispezionate. Sul totale di 17.929 imprese sottoposte a verifica da parte dei funzionari di vigilanza dell’Istituto tra gennaio e ottobre, infatti, in 15.620 sono stati individuati 40.707 lavoratori irregolari (il 66% uomini e il 33% donne), 6.402 dei quali totalmente in nero. 
Per ogni azienda sottoposta ai controlli sono stati regolarizzati, in media, 2,27 lavoratori (di cui 0,36 in nero), con un picco di 6,20 nel settore del trasporto e magazzinaggio. Sul fronte del recupero contributivo, sono stati inoltre accertati premi evasi per più di 48,5 milioni di euro, a cui si aggiungono circa 42 milioni di euro provenienti dalle verifiche amministrative.
Instaurati più di duemila nuovi rapporti assicurativi. L’attività ispettiva ha riguardato, in particolare, il terziario, con 11.457 aziende ispezionate, di cui 3.859 nel settore dell’attività dei servizi di alloggio e ristorazione, e l’industria, con 4.426 aziende verificate, di cui 2.253 nelle costruzioni. Terziario e industria sono anche i due settori di attività in cui è stato riscontrato il maggior numero di lavoratori in nero: 3.568 nel terziario, pari a una media di 0,30 lavoratori in nero per azienda ispezionata, e 2.153 nell’industria, pari a una media di 0,48. Le imprese ispezionate comprendono anche 2.178 nuovi rapporti assicurativi relativi a ditte che erano sconosciute all’Inail e che sono state individuate attraverso l’incrocio delle banche dati dell’Istituto con quelle dell’Inps.
Una strategia efficace per la lotta al sommerso. L’alta percentuale di successo dell’attività di vigilanza dell’Inail, che in quasi nove casi su 10 riesce a individuare situazioni di irregolarità nelle aziende sottoposte ai controlli, è il frutto della strategia di business intelligence promossa negli ultimi anni a livello centrale e territoriale, che si concretizza, in particolare, nell’elaborazione di apposite liste di evidenza, attraverso un applicativo informatico che consente anche di effettuare monitoraggi puntuali sull’efficacia delle liste rilasciate.
Rotoli: “Lo scambio di informazioni obiettivo prioritario”. “Questa strategia ci ha già consentito di raggiungere risultati significativi sul fronte del contrasto dei fenomeni del lavoro nero e dell’evasione ed elusione contributiva – sottolinea Ester Rotoli, direttore centrale Prevenzione e Rischi dell’Istituto – Il sistema si basa su un’attività di studio propedeutica volta a indirizzare la nostra attività ispettiva e amministrativa verso aziende, settori e categorie che presentano determinati indicatori di rischio, individuati attraverso analisi approfondite sui comportamenti delle imprese e incrociando i dati gestiti dall’Inail con quelli presenti nelle banche dati delle altre amministrazioni. La creazione di reti integrate per lo scambio di informazioni e dati utili ai fini della lotta all’evasione è, quindi, un obiettivo prioritario per l’Istituto”.
L’informatizzazione come antidoto al blocco del turn over. L’informatizzazione di tutto il sistema di vigilanza, oltre a migliorare la qualità e l’efficacia dell’azione ispettiva, in un periodo di crisi come quello attuale rappresenta anche l’unico antidoto possibile al blocco del turn over, perché consente di ottimizzare l’utilizzo delle risorse umane impegnate sul fronte delle ispezioni. In presenza della progressiva riduzione del numero degli ispettori e dell’incremento dei compiti loro attribuiti dal legislatore, attraverso il potenziamento dell’attività di business intelligence l’Inail, infatti, punta a migliorare i risultati dei controlli effettuati nelle aziende sia in termini quantitativi che qualitativi.
“Un incentivo alla regolarizzazione spontanea”. Attraverso gli accertamenti ispettivi per il contrasto del lavoro nero, spesso svolto in assenza delle misure minime di prevenzione e sicurezza, l’Inail mira anche a diffondere la cultura della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. “Il nostro auspicio – precisa Rotoli a questo proposito – è che dai controlli derivi anche un incremento delle denunce di assunzione obbligatoria per la regolarizzazione spontanea dei lavoratori in nero”.

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