Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieItalia e EuropaItalia. Imprese, Mediobanca: nel 2013 tengono le medie, male le grandi imprese

Italia. Imprese, Mediobanca: nel 2013 tengono le medie, male le grandi imprese

E’ stato un 2013 nero per le maggiori imprese operanti in Italia, che hanno visto diminuire i ricavi, i margini e gli occupati. In calo anche gli investimenti, segnano un leggero miglioramento i debiti. E’ il quadro impietoso che emerge dall’analisi dell’Ufficio studi di Mediobanca sui ‘Dati cumulativi’ di 2050 societa’ del manifatturiero e del terziario. Le cifre non includono le attivita’ all’estero, ma solo quelle svolte sul suolo italiano. Le uniche note positive vengono dalle medie imprese, mentre le grandi imprese soffrono di piu’. In crisi il terziario, vanno meglio le imprese pubbliche sostenute pero’ da quei settori che operano in regime di tariffazione. Secondo le tabelle di Mediobanca, i ricavi delle 2050 imprese sono diminuiti nel 2013 del 2,7%, con un -3,3% delle vendite in Italia e un -1,5% delle esportazioni. Si tratta del primo calo dopo tre anni positivi, durante i quali si era recuperato il gap indotto dalla crisi del 2009. Rispetto al 2008 le vendite segnano un -2,4%. Le pubbliche segnano un +6,1%, ‘salvate’ dalle tariffe (+8,6% energia e gas, +10,6% servizi pubblici locali, +11,4% trasporti); male la manifattura (-6%). Quanto alle dimensioni le medie segnano +0,9%, i gruppi maggiori -6,3%. Male le vendite in Italia (-8,3%), bene l’export (+12,6%). Positivo il settore alimentare e il made in Italy.

-Occupazione: scende dello 0,4% sul 2012 per il totale delle imprese, del 5,1% dal 2008. Nel periodo le medie imprese limitano il calo al 2,1%, invece i gruppi manifatturieri a controllo estero tagliano decisamente: -11,3%, frutto di ridimensionamenti o chiusure di impianti. Il costo del lavoro resta comunque alto, superiore alla produttivita’ per dipendente, anche se dal 2005 e’ cresciuto meno dell’inflazione.

– Margini: il margine industriale sul fatturato passa dal 4,5% del 2012 al 4,3%. Per i grandi gruppi e’ negativo (dal -0,3% sale al -1%). In valore assoluto il margine operativo netto scende del 6,5%. Dai livelli del 2007 ci separa un abisso: -42,5%. Male sia il pubblico che il privato, un po’ meglio le medie imprese (-16,6%). Tra i settori salgono i margini di pelli-cuoio (+95,9%), le specialita’ alimentari (+31% bevande, +25,7% conserviero), cartario (+12,3%) e farmaceutico (+4,7%). Nel 2013 gli utili netti dell’aggregato scendono da 15,9 a 13 miliardi di euro. Quanto agli investimenti, dal 2012 c’e’ da registrare una diminuzione di 4,5 miliardi di euro, di 14,4 miliardi dal 2004 (-40,6%). Le pubbliche li hanno diminuiti del 53,8%, il terziario del 62,9%. Di conseguenza aumenta l’eta’ media degli impianti in uso, era di 11,8 anni nel 2004, e’ di 18,8 anni nel 2013.

– Indebitamento: lieve miglioramento della struttura finanziaria nel 2013 (i debiti finanziari sul capitale netto scendono dal 93,1% all’89,7%), ma il livello dell’indebitamento rimane alto. Da notare il minor ricorso all’indebitamento bancario (33 miliardi di euro in meno dal 2009 al 2013). Il peso sui mezzi di terzi e’ sceso dal 40,4% al 30,9%, compensato dai prestiti obbligazionari (saliti dal 18,3% al 27,5%).

Nel complesso il sistema produttivo appare in equilibrio bancario, con un 2013 chiuso con una lieve ‘distruzione’ di ricchezza (-0,1% del capitale investito). I grandi gruppo segnano un -2,9%, il terziario -1,1%, il Made in Italy +1%. Infine, il paragone tra Roe (ritorno sul capitale proprio) e il rendimento dei titoli di Stato e’ favorevole alle imprese (+0,7%, contro il +0,4% del 2012) ma solo grazie al +2% delle pubbliche, mentre per i grandi gruppi e’ negativo, per un -9,7%.

Print Friendly, PDF & Email