Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieItalia e EuropaItalia: il Vaticano vuole solo contanti

Italia: il Vaticano vuole solo contanti

Dal primo gennaio in Vaticano i pagamenti si fanno solo in contanti. O al massimo con il bancomat interno emesso dallo Ior, l’Istituto per le Opere di Religione. È stato infatti sospeso l’utilizzo del sistema Pos, quindi di tutte le carte di credito e i bancomat delle banche italiane ed estere. Dunque si paga cash nella farmacia all’interno delle mura, dove possono accedere anche gli italiani se muniti di ricetta e documento, nel supermercato alimentare, nei magazzini dei vestiti e di apparecchi tecnologici. Persino nei Musei Vaticani, dove nel 2011 sono stati incassati 91,3 milioni di euro dai 5 milioni di turisti in visita.

Cos’è successo? E perché la direzione dei Servizi economici del Governatorato della Santa Sede lo ha annunciato solo ieri, con una nota? Lo stop all’istituto bancario Deutsche Bank Italia che da anni gestisce il sistema Pos all’interno del Vaticano è stato voluto dalla Banca d’Italia perché, a quanto pare, non è mai stata concessa alcuna autorizzazione per la gestione del servizio. Fonti di Palazzo Koch hanno spiegato che il Vaticano può avere tutti i Pos necessari, ma non con banche italiane perché – secondo la normativa antiriciclaggio – sono soggetti extracomunitari non equivalenti a fini della vigilanza sul riciclaggio del denaro. Deutsche Bank Italia è un soggetto di diritto italiano e quindi controllato da via Nazionale, aveva aperto Pos in Vaticano senza richiedere la necessaria autorizzazione alla stessa Banca d’Italia. Solo nel 2012 ha presentato istanza, che però è stata respinta. Per questo ha dovuto disattivare i Pos.

Il blocco dei pagamenti elettronici è un provvedimento molto grave che di solito, spiegano gli esperti, viene utilizzato in presenza di situazioni sospette, quali ad esempio operazioni di riciclaggio. Tema questo altamente sentito in Vaticano per via delle inchieste che hanno riguardato in passato lo Ior, tanto che la Santa Sede ha svolto negli ultimi tempi un lavoro articolato e complesso per entrare a pieno titolo nelle valutazioni di Moneyval, la divisione del Consiglio d’Europa che valuta le norme antiriciclaggio, ricevendo un significativo riconoscimento a luglio (“La Santa Sede ha percorso una lunga strada in un periodo di tempo assai breve”, scrive il Consiglio d’Europa) ma anche l’invito a “rafforzare il proprio regime di vigilanza”. Nel caso della Deutsche Bank Italia il problema riguarda le autorizzazioni, ma non è escluso che siano sorte questioni da risolvere nell’ambito dei recenti controlli avviati da Bankitalia su tutti i sistemi Pos.

Print Friendly, PDF & Email