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Italia: giudici di pace, pronto taglio del 75%

Un’operazione di forte impatto. Che porta alla soppressione, prima, e all’accorpamento, poi, di 674 uffici del giudice di pace su 846. Approvato prima di Natale, lo schema di decreto legislativo, solo la prima tappa della nuova geogrfia giudiziaria, sulla distribuzione territoriale della magistratura onoraria scopre ora le carte sul dettaglio degli uffici che saranno cancellati. L’obiettivo è quello di recuperare risorse, sia di giudici (1.944) sia di personale (2.104), da destinare a una più equilibrata presenza sul territorio. L’identificazione è stata fatta dai tecnici della Giustizia attraverso un procedimento in più fasi che ha permesso di individuare carichi di lavoro mediamente sostenibili. Al di sotto dei quali già si segnalava una situazione di potenziale inefficienza.
Di certo la pubblicazione dell’elenco è destinata a riaccendere le polemiche che hanno accompagnato in maniera anche intensa questi primi mesi di lavoro del ministero della Giustizia sull’esercizio della delega affidatagli dal Parlamento nell’ambito degli interventi per il rilancio dell’economia. I campanilismi, nelle prossime settimane quando il testo sarà esaminato da Camera e Senato, torneranno certo a farsi sentire.
Ma in una certa misura uno schermo era già stato allestito dalla stessa delega e ora recepito in pieno: gli enti locali che intenderanno conservare la presenza dell’ufficio del giudice di pace inserito nell’elenco dei tagli dovranno farsi avanti e dichiarare di essere pronti a sostenere tutte le spese di funzionamento. La richiesta dovrà essere avanzata entro 60 giorni dalla pubblicazione sul bollettino ufficiale del ministero delle tabelle con la lista definitiva delle sedi da tagliare.
Forte sarà la protesta degli avvocati. Con l’Oua che proprio ieri ha reso nota una sua proposta che punta alla conservazione delle sedi attuali. Maurizio De Tilla, presidente dell’Organismo, mette l’accento sull’inutilità delle soppressioni osservando che «l’accorpamento con sedi giudiziarie più grandi, invece di realizzare un’accelerazione del processo e la conseguente riduzione dei tempi dei giudizi, determinerebbe solo un intasamento dei tribunali maggiori». Meglio sarebbe, invece, trasformare i piccoli uffici in sedi a elevata tecnologia con conseguente riduzione del 30-40% del personale esistente.
Fonte: sole 24ore

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