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Italia. Gioco d’azzardo: ‘Governo va incontro a lobby del settore’

“L’azzardo non è un’industria, non è una fonte di entrata per lo Stato, non produce sviluppo per il paese. L’azzardo, in tutte le sue forme, anche quelle più tradizionali e popolari, è invece il fattore che più contribuisce a una cultura del ‘tutto e subito’, a una vita fatta di scorciatoie, a un’economia che continua a vivere sulle spalle delle generazioni future. Per questo non siamo soddisfatti della proposta di riordino del sistema slot presentata dal Governo” a Regioni e Comuni nei giorni scorsi. Monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma, boccia su tutta la linea la proposta governativa presentata nei giorni scorsi dal sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta “che sembra orientata maggiormente a venire incontro alle richieste delle potenti lobby del settore, piuttosto che a regolamentare le slot-machine in un quadro organico di tutti i giochi d’azzardo, a cominciare dalle scommesse sportive e dalla pubblicità sempre più martellante”. D’altra parte la proposta di riordino dei giochi non è all’ordine del giorno – come ci si aspettava – della Conferenza Unificata convocata in seduta straordinaria per domani alle 15 al ministero degli Affari Regionali. L’argomento sarà invece trattato nella seduta della Conferenza delle Regioni di domani. La scorsa settimana chi aveva mosso rilievi al testo era stato il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, “vogliamo delle modifiche al testo su punti importanti, altrimenti l’intesa rischia di saltare”, aveva detto. Mentre il numero uno dell’Anci, Antonio Decaro, aveva sottolineato che “siamo davvero all’ultimo miglio”. Il sottosegretario Baretta, dal canto suo, aveva ribadito che il Governo non avrebbe mai varato un provvedimento di riordino del settore giochi senza il coinvolgimento degli enti locali. Intanto oggi il capogruppo del Pd in Commissione Antimafia, Franco Mirabelli, ha spronato a dare il via libera al testo. “Da oltre un anno stiamo aspettando l’accordo che, trasformato in decreto, deve riordinare il settore diminuendo domanda e offerta di gioco, introducendo norme per la prevenzione e il contrasto delle patologie legate all’azzardo, stabilendo regole più stringenti e recependo le norme proposte dalla commissione antimafia per combattere le infiltrazioni della criminalità e garantire la legalità. Mi auguro che i tanti che in questi anni hanno denunciato i pericoli del gioco, l’eccessiva presenza di offerta di gioco, l’assenza di regole certe e la necessità di proteggere le persone più esposte ai rischi legati al gioco, oggi diano il contributo a definire un riordino del settore che contribuisca a produrre una normativa coerente con gli obbiettivi di cui tutti parlano”. Mirabelli ricorda che il testo prevede il dimezzamento dei punti gioco, elimina le slot dai bar e dai tabaccai, riduce da subito, senza aspettare il 2019, del 30% le slot, impone misure e regole recise alle sale gioco per tutelare le persone, ponendo limiti alle giocate, garantendo assistenza professionale, impedendo ogni rapporto tra il gioco è i minori. Mentre i parlamentari del Movimento 5 Stelle Giovanni Endirizzi e Massimo Baroni chiedono al sottosegretario Baretta di mettere online la bozza di accordo “senza ricatti a Comuni e Regioni”.

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