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Italia. Gioco: salta l’accordo Governo-Autonomie per riforma settore

Doveva essere oggi la giornata conclusiva del lungo lavoro, durato oltre un anno e mezzo, che ha portato il Governo, le Regioni e i Comuni a studiare una normativa di riordino del settore del gioco d’azzardo ma così non è stato. Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha infatti rimesso le carte in gioco.

“Si riapre la discussione. Quella di oggi – ha detto al termine della Conferenza delle Regioni – è stata una vittoria per la Regione Puglia che aveva chiesto più tempo alla Conferenza delle Regioni per esaminare il provvedimento, nel timore che tutta quella fretta di trovare l’intesa nascondesse un fuoco di cenere. Oggi abbiamo capito che il governo, tramite il sottosegretario Baretta, ha deciso di aprire una grande consultazione con tutte le associazioni e quindi l’idea che ci potesse essere un blitz è stata scongiurata”.

Emiliano ha sottolineato che “le Regioni non intendono abdicare alla potestà legislativa che hanno in questa materia” e che “noi dobbiamo avere una gestione delle ludopatie molto severa”. Il governatore ha poi sottolineato che “non possiamo tornare indietro sulla norma sulle distanze: la Puglia non lo farà, intendiamo tutelare i luoghi sensibili come scuole e parrocchie”.

A stretto giro gli ha risposto Baretta. “Non è con le polemiche o i protagonismi che arriveremo a capo di questa delicata situazione. Noi vogliamo contrastare quelle dove le slot sono troppe, senza controlli o troppo performanti e, dopo aver ridotto del 30% le slot e dimezzato i punti gioco, rendere più qualificata e controllata l’offerta di quel che resta nel territorio. In ogni caso, penso che la strada migliore sia, a questo punto, uscire dal generico. Si facciano proposte, di merito, di integrazione o modifica. Restando nel vago – conclude Baretta – non concluderemo nulla”. Sulla linea di Emiliano, il governatore della Liguria, Giovanni Toti (FI). “Credo sia utile un momento di riflessione e che si riprenda in mano un provvedimento che non accontenta nessuno”. Molto più possibilista è apparso invece il coordinatore degli assessori regionali al Bilancio, il legista Massimo Garavaglia. “Secondo la Regione Lombardia va fatta una forte stretta sul gioco d’azzardo e il documento del Governo va in questa direzione. Sarebbe un peccato, dopo il lavoro fatto, non arrivare ad un accordo”.

Boccia il documento invece “Mettiamoci in gioco”, la campagna contro i rischi del gioco d’azzardo, secondo la quale la proposta sul gioco d’azzardo che il Governo ripresenta a Regioni ed Enti locali “va assolutamente rigettata, in primo luogo per il fatto che lede la tutela sostanziale delle prerogative di Regioni ed Enti Locali”. Intanto oggi il Mef ha reso noto che per effetto delle misure introdotte dalla legge di stabilità 2016, il flusso di imposte derivante dal settore giochi nel 2016 ha superato i 10 miliardi di euro, a fronte degli 8 miliardi realizzati nel 2015.

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