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Italia, fotovoltaico: è ufficiale, niente proroga per la CEI 0-21

Nei giorni scorsi molti tra operatori e associazioni del fotovoltaico avevano chiesto all’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas un proroga alla norma CEI 0-21 soprattutto per quanto riguarda i sistemi di protezione di interfaccia. Un grosso problema che il settore sta affrontando in questo periodo (vedi Qualenergia.it): nella corsa contro il tempo, per rientrare nel quarto conto energia, l’impossibilità di connettere impianti in bassa tensione a causa della carenza sul mercato di dispositivi di protezione di interfaccia a norma.
Ieri l’Aeeg ha ucciso definitivamente le speranze con un comunicato sul suo portale web : non ci sarà nessuna proroga. Le esigenze di sicurezza della rete manifestate da Terna, si spiega, fanno sì che l’attuale sopraggiunta carenza di sistemi di protezione di interfaccia non possa essere motivo sufficiente per concedere deroghe al fine di posticipare la data del 1° luglio 2012.
L’Autorità ha accolto invece le segnalazioni degli operatori sulla speculazione che sta avvenendo relativamente ai dispositivi di interfaccia, venduti in questi giorni a prezzi esagerati e non in linea con le caratteristiche tecniche. L’Autorità ha infatti portato la questione all’attenzione del Ministero dello Sviluppo Economico e dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato affinché il garante possa verificare se vi siano o vi siano stati comportamenti opportunistici e collusivi da parte dei costruttori dei sistemi di protezione di interfaccia.
Delusa ANIE/GIFI, una delle principali associazioni del fotovoltaico: “L’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas – dichiara Valerio Natalizia, Presidente GIFI-ANIE – ha preso atto della carenza di tali dispositivi ma non ha proposto nessuna possibile via di soluzione. A oggi milioni di euro di investimenti rischiano di essere seriamente compromessi: cosa che non possiamo permetterci in questa delicatissima fase di crisi finanziaria, pena il definitivo affossamento dell’industria fotovoltaica italiana. Tanto più che i sistemi in questione non nascono per la salvaguardia del sistema elettrico nazionale. È ben noto infatti che l’obbligo di tali dispositivi sulla rete di bassa tensione nasce dall’esigenza di garantire il distacco completo, e non parziale, dell’impianto in occasione di perturbazioni sulla rete di bassa tensione, cosa certamente importante, ma meno urgente della prima.”
“Come ANIE/GIFI – continua Natalizia – abbiamo denunciato molteplici volte le difficoltà del mercato a reperire i sistemi di interfaccia e l’inadeguatezza delle tempistiche imposte dall’Aeeg, richiedendo la deroga all’installazione giusto per il tempo necessario alla regolarizzazione delle forniture. Purtroppo le nostre richieste  sono rimaste inascoltate. Richiediamo quindi in maniera ufficiale – conclude Natalizia – l’intervento urgente del Ministero dello Sviluppo Economico a tutela e salvaguardia di centinaia di impianti già realizzati che rischiano a questo punto di non poter accedere a nessuna tariffa incentivante.”
Fonte: qualenergia.it

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