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Italia. Fisco: il regime forfetario è l’unico regime dei minimi in vigore

A partire dal 2016 il regime forfetario diventa l’unico regime dei minimi in vigore. Fatta salva la possibilità, a determinate condizioni, di continuare a fruire sino a scadenza dei vecchi regimi – quanti, avendone i requisiti, vorranno evitare le complicazioni e gli adempimenti fiscali e contabili dei regimi fiscali naturali (ordinario o semplificato), dovranno necessariamente scegliere il nuovo regime.

La legge di Stabilità 2016 ha modificato alcune regole del regime forfetario dei minimi, introdotto a decorrere dal 2015. L’obiettivo delle modifiche è rendere più vantaggiosa l’adesione ad un regime che, nel suo primo anno di vita, non ha avuto particolare successo.

Tra novità…

Viene eliminata la norma che vietava l’accesso al regime agevolato se l’importo dei redditi di lavoro dipendente e assimilato, eventualmente percepiti nell’anno precedente a quello di applicazione del nuovo regime, era pari o superiore alla misura dei redditi d’impresa o professionali conseguiti nel medesimo anno e se la somma delle diverse fattispecie reddituali eccedeva l’importo di 20.000 euro.
Dal regime sono esclusi i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, eccedenti l’importo di 30.000 euro; la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato.
Scende dal 15% al 5% la misura ordinaria dell’aliquota d’imposta, per i primi cinque anni di attività; vengono invece rivisti al rialzo i limiti di ricavi e compensi, al di sotto dei quali i contribuenti esercenti impresa, arti e professioni possono accedere e permanere nel nuovo regime.
Viene inoltre prevista l’applicazione del regime contributivo ordinario anche per i contribuenti forfetari i quali, in ogni caso, possono beneficiare della riduzione al 35% degli oneri contributivi
Alcune novità riguardano, infine, il raccordo tra vecchie e nuove regole che, anche a causa del susseguirsi delle continue modifiche apportate al regime sin dalla sua prima versione (che risale alla legge n. 244/2007) crea non pochi problemi e dubbi tra i contribuenti.

… e conferme

Restano confermate le regole introdotte dal 2015 in ordine all’esercizio dell’opzione, al regime IVA, alle semplificazioni contabili, alle modalità per operare la rettifica della detrazione, alla determinazione del reddito.
Invariate anche le disposizioni che regolano:
– l’esonero dalla ritenuta d’acconto;
– le modalità per fruire delle detrazioni per carichi di famiglia;
– il regime delle perdite;
– le modalità per l’esercizio dell’opzione per il regime ordinario;
– la cessazione del regime forfetario;
– l’accertamento, la riscossione, le sanzioni e il contenzioso.
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