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Italia. Fisco e Black List: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Dall’anno d’imposta 2016 le operazioni intercorse con Paesi a fiscalità privilegiata, i costi black list sono assoggettati agli ordinari requisiti di deducibilità previsti per i componenti negativi di reddito. Con la circolare n. 39/E del 2016, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito l’applicazione del nuovo regime introdotto dalla legge di Stabilità 2016, per cui non esiste più l’obbligo della separata indicazione dei costi in dichiarazione e la relativa sanzione. Ne consegue che la lista dei Paesi Black list contenuta nel D.M. 23 gennaio 2002, pur non formalmente abrogata dalla legge di Stabilità, perde ogni valenza in quanto ormai superata dal principio generale di deducibilità ordinaria per i costi black list.

Nell’articolo pubblicato su IPSOA si chiarisce che “con la circolare n. 39/E/2016 l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in materia di deducibilità dei costi sostenuti in Paesi a fiscalità privilegiata, in ragione della nuova disciplina introdotta dalla legge di Stabilità 2016 che ha abrogato quella speciale dettata dal TUIR, cancellando l’obbligo della separata indicazione in dichiarazione, la conseguente sanzione in caso di inadempienza e gli elenchi tassativi degli Stati o territori a fiscalità privilegiata.”
“Il nuovo sistema prevede che si vengano a delineare due regimi paralleli:
– un regime di deducibilità del costo black list che opera entro i limiti del valore normale della transazione;
– un regime di deducibilità del costo black list eccedente il valore normale, subordinato alla prova della cd. “seconda esimente”, ossia che sia provato l’effettivo interesse economico dell’operazione posta in essere.
Il decreto Internazionalizzazione però ha mantenuto l’obbligo di separata indicazione nella dichiarazione dei redditi dei costi black list, e se ciò non avviene si ha l’applicazione di una sanzione oltre la sanzione correlata all’infedele dichiarazione qualora, in presenza di una deduzione del costo black list oltre il valore normale del bene o servizio acquistato, non sia dimostrata la prova dell’esimente richiesta.
La circolare fornisce inoltre indicazioni sulle modalità d’interpello e chiarimenti sui rapporti che intercorrono tra la disciplina black list, normativa contro la doppia imposizione e la CFC rule.”

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