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Italia. Fisco: con tasse a livello europeo pagheremmo 557 euro in meno a testa

Con una tassazione a livello europeo ciascun italiano risparmierebbe 557 euro all’anno, pari, in termini complessivi, a 34 miliardi di euro. A stimarlo l’Ufficio studi della Cgia, che, prendendo spunto dalla proposta italiana di istituire a livello europeo un Superministro delle Finanze, dovrebbe, almeno in linea teorica, armonizzare anche i sistemi fiscali dei 19 Paesi che utilizzano la moneta unica. “Per pagare meno tasse – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – e’ necessario che il Governo agisca sul fronte della razionalizzazione della spesa pubblica, tagliando sprechi, sperperi e inefficienze della macchina pubblica. Quanto e’ stato fatto in questi anni va nella direzione giusta, ma e’ ancora insufficiente. Inoltre, questa operazione dovra’ essere realizzata in fretta, visto che entro la fine di quest’anno bisognera’ sterilizzare l’ennesima clausola di salvaguardia di 15 miliardi, altrimenti dal 1° gennaio 2017 scattera’ con un sensibile aumento delle aliquote Iva”. Nell’eurozona, la pressione fiscale piu’ elevata si riscontra in Francia. A Parigi, il peso complessivo di imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali e’ pari al 48,1 per cento del Pil. Seguono il Belgio, con il 47,3 per cento, la Finlandia, con il 43,9 per cento, l’Austria e, al quinto posto, l’Italia. Nel 2014 (ultimo anno in cui e’ possibile effettuare la comparazione) la pressione fiscale nel nostro Paese si e’ attestata al 43,6 per cento del Pil. La media dei 19 che utilizzano la moneta unica, invece, si e’ stabilizzata al 41,5 per cento; 2,1 punti in meno che da noi. “La cosa che ci preoccupa di piu’ – segnala il Segretario Renato Mason – e’ che dalla lettura di questi dati emerge una forte correlazione tra il livello di centralismo e la pressione tributaria. Vale a dire che la quantita’ di imposte, tasse e tributi che i contribuenti versano in percentuale del Pil e’ direttamente proporzionale al grado di centralismo fiscale”.

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