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Italia, Finmeccanica in perdita per 767 mln

 

Finmeccanica chiude i primi nove mesi dell’anno con una perdita netta di 767 milioni di euro, rivede la stima sui ricavi per l’intero anno e cancella il dividendo per il 2011.

Piazza Affari non approva e il titolo crolla: a fine seduta cede oltre il 20%. Nessuno immaginava svalutazioni così pesanti.
In mattinata il consiglio di amministrazione di Finmeccanica – assente il presidente Pier Francesco Guarguaglini – ha quindi proposto di azzerare il dividendo dopo che lo scorso anno il pay out era stato del 46% a 258 milioni. A dimostrazione che il 2011 resta un anno critico. Il gruppo ha rivisto al ribasso le stime sui ricavi 2011 tagliandole a 17-17,5 miliardi di euro, “una volta deconsolidati, nel secondo semestre, circa 400 milioni di euro a seguito della cessione del 45% di Ansaldo Energia”.
Per quanto riguarda l’indebitamento, invece, l’ad del gruppo, Giuseppe Orsi ha spiegato che è “atteso a fine 2012 essere inferiore ai 2,5 miliardi”. Un cifra che per il manager è “relativamente elevata rispetto alla generazione di cassa”. E quindi le leve per la riduzione saranno “un miglioramento della generazione operativa di cassa”; il piano di dismissioni di asset da “un miliardo entro fine 2012”; la mancata distribuzione del dividendo per l’esercizio 2011, i cui fondi saranno utilizzati “per i costi di ristrutturazione”. Sul tavolo delle dismissioni BredaMenarini, Avio e “di fronte a una buona offerta” AnsaldoSts. Il gruppo cerca invece partner per Oto Melara e Wass. Orsi ha poi smentito che l’assenza in cda di Guarguaglini possa essere legata a dissidi tra di loro. 
Finmeccanica ha quindi sottolineato che devono essere ancora valutati alcuni possibili impatti sui risultati del gruppo a fine anno e che tali effetti “potranno incidere sul risultato netto atteso per la fine dell’esercizio che potrebbe risultare significativamente peggiore rispetto a quanto rilevato al 30 settembre 2011”. L’ebitda adjusted per l’intero esercizio è atteso su un valore negativo di circa 200 milioni.
Nel dettaglio, sulla perdita registrata a fine settembre, a fronte di un utile 2010 di 321 milioni, pesano oneri non ricorrenti per 753 milioni riconducibili al settore dell’aeronautica. L’ebitda adjusted è negativo per 188 milioni (positivo per 856 milioni nel 2010). I ricavi calano del 5% a 12,25 miliardi, mentre gli ordini del 21% a 10,6 miliardi. L’indebitamento finanziario netto è di 4,66 miliardi, superiore ai 3,1 miliardi di fine 2010, ma inferiore di 232 milioni rispetto al 30 settembre 2010. Il dato beneficia per 344 milioni della cessione del 45% di Ansaldo Energia. E per il 2012 la società dovrebbe tornare all’utile.

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