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Italia Europa: raddoppiato deficit recepimento direttive

L’Italia si conferma fanalino di coda in Europa sul fronte del recepimento delle norme comunitarie sul mercato interno. Negli ultimi sei mesi – secondo i dati della Commissione Ue – la sua posizione è addirittura peggiorata.

 

Mentre, nonostante la crisi, nel complesso della Ue la situazione migliora. “Gli Stati membri tengono testa alla crisi e continuano a registrare buoni risultati nel recepimento della normativa sul mercato interno nei loro ordinamenti nazionali”, afferma Bruxelles, sottolineando come solo sette Stati membri nell’ultimo semestre abbiano mancato l’obiettivo dell’1% fissato dai leader europei nel 2007. E l’Italia – spiega l’esecutivo europeo – “ha raddoppiato il proprio deficit di trasposizione delle direttive Ue, passando dall’1,1% al 2,1%, presentando la percentuale più elevata tra i 27 Stati membri”. In particolare, sono 52 le direttive europee che Roma non ha recepito in tempo o ha recepito in maniera non corretta nel proprio ordinamento, contro una media Ue di 24. Per quel che riguarda le procedure di infrazione in sospeso, la Commissione Ue evidenzia come a fronte di una diminuzione complessiva pari all’11% negli ultimi sei mesi, “la maggior parte dei casi riguardi ancora il Belgio (109), la Grecia (88) e l’Italia (80)”, contro una media europea di 40. “Nonostante le difficoltà economiche attuali – ha commentato il commissario Ue al mercato interno, Michel Barnier – sono lieto di constatare che i governi continuano a impegnarsi per rispettare i tempi di recepimento delle regole del mercato interno nell’ordinamento nazionale. Anche alcuni Paesi duramente colpiti dalla crisi – ha proseguito – non si sono rifugiati nel protezionismo, continuando a rispettare le regole del mercato interno. Questi risultati sostengono e addirittura rafforzano la consapevolezza che l’Europa ha bisogno di un vero mercato interno”.

 

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