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Italia: energia più cara nell’area Ocse

 L’Italia è il paese nell’area Ocse con la crescita più alta dei prodotti energetici: a marzo – si legge nella tabella della nota dell’Organizzazione sull’inflazione nel mese – i prezzi sono aumentati per l’energia del 6,5% ma la crescita per l’Italia è stata nel settore del 15,6% (+8,5% nell’area euro). Alle spalle dell’Italia c’è la Turchia (+14,2%) e l’Estonia (+13,4%), mentre in controtendenza è la Norvegia con un -14% dei prezzi rispetto a marzo 2011.

L’inflazione annua dei paesi Ocse è stata a marzo del 2,7% in calo rispetto al 2,8% registrato a febbraio. L’inflazione in Italia è rimasta stabile al 3,3%. Lo rende noto l’Organizzazione internazionale precisando che per i settori dell’energia e dell’alimentare l’inflazione a marzo è stata pari rispettivamente al 6,5% (7,9% a febbraio) e 3,5% (3,8% a febbraio). Escludendo i comparti alimentari ed energetici l’aumento dei prezzi è stato dell’1,9%, stabile rispetto a febbraio.

Il tasso tendenziale di inflazione è diminuito in modo consistente in Canada (dal 2,6% di febbraio all’1,9% di marzo) e più moderatamente in Germania (dal 2,3% al 2,1%), negli Usa (dal 2,9% al 2,7%), mentre è rimasto stabile in Francia (al 2,3%) e in Italia (al 3,3%). L’inflazione è cresciuta in Giappone (dallo 0,3% allo 0,5%) e nel Regno Unito (dal 3,4% al 3,5%). Nell’area euro l’inflazione è rimasta stabile al 2,7%. Se si guarda al dato congiunturale i prezzi sono aumentati nell’area euro dello 0,6% rispetto a febbraio. I prezzi sono saliti dello 0,8% in Francia e negli Usa, dello 0,5% in Italia e Giappone, dello 0,4% in Canada e dello 0,3% in Germania e Regno Unito.

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