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Italia: emendamento sblocca crediti a imprese

Dopo il passaggio alla Camera, che ha approvato il testo del Dl semplificazioni fiscali con 442 sì e 52 no, ecco quello al Senato previsto per lunedì 2 aprile. Intanto, i relatori Antonio Azzollini e Mario Baldassari presentano, nelle commissioni Bilancio e Finanze, un pacchetto di emendamenti.
Tra le principali novità, una norma che sblocca i crediti delle imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione: si propone, da una parte, la cessione ‘pro solvendo’ del credito che l’impresa vanta nei confronti dell’ente, garantendo, però, la solvibilità del debitore ceduto; dall’altra, di sbloccare subito, in favore degli enti locali, un miliardo dei fondi già previsti dal Decreto liberalizzazioni.
Dunque, la cessione “pro solvendo” – in alternativa alla cessione “pro soluto” (quando il ceditore non risponde dell’eventuale inadempienza del debitore) – «in favore di banche o intermediari finanziari del credito certificato da regioni ed enti locali debitori per somministrazioni, forniture e appalti».
Per semplificare ogni adempimento, la cessione del debito e la sua notificazione potranno essere formalizzate anche in via telematica. Per le modalità operative si dovrà comunque attendere un decreto del ministro dell’Economia.
Le altre principali misure contenute nel pacchetto di emendamenti al testo del Dl semplificazioni fiscali riguardano:
gli sconti Imu per i beni storici, i terreni agricoli e di montagna, le case popolari e gli edifici inagibili;
la riduzione della deducibilità dei cosiddetti costi relativi a fatti e atti qualificabili come reato, non solo quando il Pm eserciti l’azione penale, ma anche quando il giudice disponga il giudizio o la sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione;
i tempi per l’ammortamento dei canoni di leasing, vincolando la deducibilità di tali costi non più alla durata minima contrattuale ma al periodo di ammortamento ai fini fiscali;
una diversa modulazione delle assunzioni di personale dell’amministrazione finanziaria e della Guardia di Finanza, attraverso un meccanismo di flessibilità, al fine di avere più ispettori da impiegare nella lotta all’evasione e all’elusione fiscale;
i giochi pubblici: la tassa sulla fortuna (il 6% sulle vincite superiori ai 500 euro) scatterà dal 1° febbraio, mentre per il nuovo Superenalotto in versione europea andranno ad alimentare il montepremi anche le vincite pari o superiori ai 10 milioni di euro non riscosse nei termini dai vincitori. Queste somme si andranno ad aggiungere al 50% della raccolta mentre il 38% della raccolta nazionale sarà destinato all’Erario. (Fonte: Warrant Group)

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