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Italia, efficienza energetica: pmi ok

Rispetto ai restanti Paesi dell’Unione europea le piccole e medie imprese italiane risultano essere generalmente in linea nell’ambito dell’efficienza energetica. Tutto ciò si rileva grazie ai dati, resi pubblici dalla Commissione europea, relativi all’Eurobarometro. A dichiarare di essere in regola con la legislazione ambientale, però, sono il 42% delle aziende totali, una percentuale che risulta essere più bassa della media europea (49%).
É stato Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione e responsabile per l’industria e l’imprenditoria, a rendere noti i dati. Un’indagine intitolata “SMEs, resource efficiency and green markets” che ha rivelato percentuali interessanti nell’ambito dello sviluppo delle piccole e medie imprese. Secondo lo studio, il 37% delle aziende europee ha almeno un dipendente che svolge una mansione green, tendenza che si prevede in crescita di due punti per i prossimi anni. Le Pmi sono eccellenze per quanto riguarda la creazione di posti di lavoro strettamente connessi al sostegno dell’efficienza energetica. Quasi tutte le piccole e medie imprese hanno come obiettivo quello di usare in modo più efficiente le risorse energetiche, la loro percentuale, infatti, corrisponde addirittura al 93% delle Pmi.
Tornando all’Italia, il 72% delle aziende intervistate afferma che la promozione dell’efficienza energetica passa soprattutto attraverso la riduzione degli sprechi. Esistono differenze tra le vie intraprese dai Paesi europei: in Portogallo e Spagna, ad esempio, si sceglie di risparmiare energia, o di riciclare di più. Le piccole e medie imprese attive nel settore dell’economia verde ad operare nei mercati nazionali sono circa l’87%.
“Soltanto pochissime Pmi europee estendono le loro attività verdi ai mercati esteri – ha detto il vicepresidente Tajani – l’Ue rappresenta circa un terzo del mercato mondiale delle industrie ambientali, ciò rivela un enorme potenziale che consentirebbe alle piccole e medie imprese di espandersi”. Nell’ambito degli investimenti eco-compatibili non ci sono ottime notizie: si tratta di restano scarsi, al di sotto del 5% del fatturato annuo per il 49% delle Pmi italiane. Le Pmi suggeriscono incentivi fiscali per incrementare quello che a tutti gli effetti è chiamato mercato “green”, anche se, dai dati, sembra che non sfruttino tutte le risorse che avrebbero a disposizione per incrementare l’efficienza energetica.

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