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Italia. Edilizia: ripresa possibile solo a partire dal 2016, ma solo se ci sarà un intervento pubblico

La ripresa per l’industria delle costruzioni parte da 5.300 cantieri ”utili per il paese”, di dimensione anche molto piccola, immediatamente cantierabili, dalle scuole alle strade. E’ quanto afferma il presidente dell’Ance, l’associazione dei costruttori, Paolo Buzzetti, convinto che svolta per il settore arriverà nel 2016, ma solo se ci sarà un ”intervento pubblico” con risorse disponibili immediatamente.
”Con un investimento di 10 miliardi da spendere già nel 2016 l’effetto sull’economia sarebbe pari a due punti di Pil e si creerebbero 170 mila nuovi occupati”, dice Buzzetti alla presentazione dell’Osservatorio congiunturale dell’associazione.
Gli oltre 5 mila progetti censiti dall’Ance, già segnalati al governo, vanno da un importo medio di 488.148 euro per gli impianti sportivi o di 680.350 euro per la manutenzione delle strade fino ai 127,7 milioni necessari per le opere ferroviarie.
In mezzo ci sono interventi per l’edilizia scolastica, per il rischio idrogeologico e la protezione dell’ambiente, per il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile e molti altri.
”Il governo ha annunciato un piano da 20 miliardi in 18 mesi per le opere pubbliche”, osserva Buzzetti che vede già nel Def (il documento di economia e finanza) il primo segno positivo per gli investimenti pubblici dopo anni di riduzione. La spesa pubblica destinata agli investimenti è infatti prevista in aumento di 678 milioni nel 2015 e di 1,6 miliardi l’anno successivo. ”Finalmente ascoltiamo quello che vogliamo sentirci dire, ma è importante partire subito sbloccando le risorse. E’ già troppo tardi”, aggiunge il rappresentante dei costruttori.
L’Ance stima che il piano di Renzi da 20 miliardi, insieme alla proroga e al potenziamento degli incentivi per la ristrutturazione e riqualificazione energetica e alla parziale detassazione sugli acquisti di nuove abitazioni ad alta efficienza energetica, porterebbe gli investimenti nelle costruzioni a crescere del 3,2% nel 2016 (+16,9% nelle opere pubbliche e +0,2% nelle abitazioni). In assenza di interventi pubblici, invece, si andrebbe verso un nuovo calo degli investimenti dello 0,5%.

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